<i>"The Name of Our Country is América" - Simon Bolivar</i> The Narco News Bulletin<br><small>Reporting on the War on Drugs and Democracy from Latin America
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Narco News Issue #39

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Iride di Riepilogo

Una lettera della fotografa Sarahy Flores Sosa


di Sarahy Flores Sosa
l’Altro giornalismo con l’altra campagna

3 febbraio 2006

Noi possiamo essere i vostri occhi e le vostre orecchie per vedere ed ascoltare la realtà di coloro che non hanno voce.

Mentre percorrevamo la penisola messicana dello Yucatán -un percorso ricco di cibo, paesaggi, storia e cultura-, ci siamo scontrati con testimonianze di lotta. Abbiamo trovato un paese così ricco e contemporaneamente così povero, avvolto nell’ingiustizia attraverso la storia.

A Chichén Itzá abbiamo parlato con un’artigiana originaria del posto. All’interno delle rovine diceva, indicando: “Lì c’era la mia casa”. E ora non può entrare a vendere il suo artigianato in queste terre che sono più sue che di qualcun’altro. “Quando ho provato ad entrare mi hanno mandata via tirandomi pietre come se fossi un cane. Una volta avevo con me il mio involto con l’artigianato e sono caduta”, diceva la signora ridendo. Mentre invece la famiglia proprietaria dell’hotel Barbachano ha un posto esclusivo all’interno delle rovine per vendere artigianato, sotto la protezione delle autorità.

Chichén Itzá si distingue per i suoi grandi incisori di legno, che hanno lasciato la loro professione perché non gli dà più da mangiare, ma la tradizione non si perde, perché i più piccoli si occupano di continuare ad incidere e vanno a vendere, dopo la scuola, ai pochi turisti che camminano per il villaggio, mentre i loro genitori lavorano nel campo, come operai o come domestici nei grandi hotel per un salario minimo. Uno di questi piccoli ci diceva che credeva che al turismo non piacessero i bambini e che per questo motivo non li facevano entrare alle rovine, ma credeva anche che Chichén Itzá fosse di tutti , non soltanto di uno.

E così ci sono tante vite che raccontano le loro storie, lottando, cercando di cambiare almeno un po’ la loro realtà, perché i loro figli abbiano un futuro migliore e possano vivere con dignità. Noi, el Otro Periodismo, vogliamo offrirvi la possibilità di vedere l’altro lato della moneta, il lato che non brilla, il lato che vale di più. Noi possiamo essere i vostri occhi e le vostre orecchie per vedere ed ascoltare la realtà di quelli che non hanno voce.

Intanto, potete fare le vostre donazioni in linea:

http://www.authenticjournalism.org/

O inviare un assegno a:

The Fund for Authentic Journalism
P.O. Box 241
Natick, MA 01760 USA

Sarahy Flores

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