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Narco News Issue #39

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Questo sistema cadra' presto, avverte Marcos

C'è grande effervescenza sociale che non intravede nulla in alto, segnala


di Hermann Bellinghausen
La Jornada

3 febbraio 2006

Jalapa, Ver., 2 febbraio. “Questo cadrà”, ha detto il subcomandante Marcos in riferimento al sistema sociale e politico imposto dal capitalismo nella sua fase più avanzata. L’ha detto con urgenza. Proprio per questo, l’Altra Campagna propone una strada nuova che “non ha precedenti”, ma sarà l’unico modo per non affondare insieme al sistema.

Prima di parlare davanti a migliaia di persone nel parco Lerdo, il delegato Zero questa mattina ha incontrato oltre un centinaio di aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, alcuni dei quali gli hanno posto questioni non ancora emerse fino ad ora. A questi, il delegato zapatista ha rivolto un discorso più analitico e di una certa polemica interna, soprattutto relativamente alla presunta inevitabilità del capitalismo, cui bisogna adattarvisi, anche se si lotta contro.

“Possiamo costruire un’altra cosa che sia includente. Vi dico questo perché niente è più escludente di un’organizzazione politica militare armata insurgente. Non solo per quello che rappresenta, ma per il destino che sceglie per sé. Noi, sentiamo di avere un ‘debito’ verso di voi. Se siamo riusciti a sopravvivere e poi a costruire l’avanzamento delle comunità indigene senza l’intervento dei governi locali e statali, è stato per l’appoggio di tutti voi e di molta gente nel paese.

“Ma insieme ad ogni aiuto si poneva la domanda: ‘e noi, che cosa facciamo?’, e sentivamo che il compito che ci restava da svolgere era troppo grande e, contemporaneamente, questo deterioramento si produceva in tutta la vita nazionale. Non è vero che il capitalismo stia creando vincoli di dipendenza tra molti contadini o commercianti, credetemi, non è vero. Al contrario, l’avanzamento del capitalismo significa la sua scomparsa totale. Non me lo sto inventando o deducendo da una lettura o un’analisi che effettivamente ci sono e lo dimostrano anche. È la stessa gente che lo dice. Contadini che stanno perdendo la terra a causa del capitalismo e che dipendono da esso solo per il fatto di scomparire”. Ha fatto riferimento alle trappole legali e alle riforme della Costituzione, avviate per togliere la terra agli agricoltori, fino a portarli all’estinzione.

Nel caso della scienza, “non è che gli scienziati dipendano dal capitalismo per la loro produzione scientifica, significa rinunciare al valore etico che li fa seguire questa strada. Nessuno, con i suoi cinque sensi decide di diventare scienziato per distruggere la natura, tuttavia, sta accadendo questo; nessuno decide di diventare scienziato per distruggere il patrimonio culturale del paese, ma sta succedendo. La ‘chiave’ della conoscenza scientifica è togliere a qualcuno questa conoscenza e dargli una direzione che uno, per etica umana, non dico più di sinistra o anticapitalista, non prenderebbe: che la sua conoscenza sia impiegata per distruggere, per uccidere un altro”.

“Cinismo light”

Marcos ha aggiunto che c’è chi se ne rende conto e chi no, e gente che, “rendendosene conto, si adatta”. E’ qui che si deve intendere il posto dell’Altra Campagna, “perché c’è chi dice ’sì, ma, che cosa ci posso fare io?’ ed acquisisce quel cinismo light che non osa confessare di rinunciare ai valori etici umani in cambio della comodità, di un assegno. Non dico che si stia vendendo; deve risolvere le sue necessità materiali.

“L’Altra Campagna sta indicando che c’è chi dice che non si vende. Parlo anche di quegli attivisti, come quelli del ‘68 di cui si parlava qui, che sono passati per tutte le esperienze di partecipazione politica, ai quali sono state aperte le porte perché si arrendessero al sistema, in quella vecchia trappola secondo cui puoi fare di più dall’interno. C’è stato chi ha detto di no, che è andato da via da un’altra parte, rifuggendo da tutto. Lo spazio di queste persone è l’Altra Campagna”.

La riunione si è svolta nella sede di Matraca, Movimento di Appoggio ai Bambini e Lavoratori della Casa. Qui, il delegato ha rincarato la sua argomentazione: “C’è una tendenza anticapitalista esattamente in momenti in cui si dice che il capitalismo non si può cambiare. Questa definizione è importante, anche se poi potremo discutere di cosa significa anticapitalista. Alcuni dicono, e lo argomentano teoricamente, che non è possibile trasformare il capitalismo, ma che bisogna umanizzarlo. Di fatto, è il corpus del programma elettorale di un candidato che si mette all’avanguardia dell’Atra Campagna”.

Qui, i presenti hanno riso, perché giustamente ieri, a Jalapa, c’era il candidato presidenziale del PRD. Ha detto che “fino a prima della Sesta Dichiarazione, se ricordate, la classe politica si litigava per il centro. Quando è apparsa la Sesta, alcuni hanno cominciato a dire: ‘bene, forse sono di sinistra, ma moderata’. E qui comincia ad aprirsi lo spettro verso la sinistra, ma prima tutti si stavano disputando il centro, ed è a partire dalla ‘Impossibile geometria del potere’ che incomincia quel movimento che-sì-che-no. Nel momento in cui l’Altra Campagna incontra altri che vogliono questo spazio”.

Marcos ha detto: “La nostra intuizione, ora una certezza, era che c’era gente come noi che non solo non si accontentava delle opzioni esistenti, ma credeva che fosse dovere costruire un’altra cosa. E noi non potevamo dire come sarebbe stato, così e così, ma solo tracciare la linea generale e vedere se qualcuno era sintonizzato sullo stesso canale, allora, nella parità di circostanze, abbiamo proposto di cominciare a decidere le caratteristiche di questo altro sforzo”.

L’Altra Campagna, ha aggiunto, “definisce un nemico, non un avversario. Con un avversario puoi essere d’accordo su qualcosa, con un nemico no. Quando l’Altra Campagna si definisce anticapitalista dice: ‘è la nostra sopravvivenza in cambio della morte di chi ci sta davanti’. Non di una persona, ma di un sistema. L’EZLN dice ‘riconosciamo la tua lotta, per piccola che sia, anche individuale’, e ci impegniamo a che l’Altra Campagna in ogni momento mantenga questo impegno. Useremo il nostro peso morale ed etico che abbiamo guadagnato con la forza, per difendere questa posizione.

“Questo che stiamo facendo, compagni, non ha precedenti. Né servono i precedenti di solidarietà con lo zapatismo, perché non si tratta più di solidarizzarsi con le comunità indigene. Né servono da referenza le lotte sociali rispettabili, le lotte politiche e tutto questo, perché stiamo proponendo di camminare in una direzione verso cui non c’è una strada tracciata. Inoltre, nessuno ha pensato se sia possibile transitare per questo lato. Fino ad ora l’educazione che abbiamo ricevuto, la formazione, è che tutto si ottiene dall’alto, e quello che non si ottiene dall’alto è destinato a fallire. Allora, la domanda che vi facciamo, e che abbiamo raccolto anche negli altri stati è: quante altre sconfitte siamo disposti ad accumulare ancora?”

Il problema è che noi siamo in basso

La Sesta, ha dichiarato, “non vuole sostituire il linguaggio di altri. Stiamo parlando per quello che siamo, i popoli indios del Messico che parlano ad altri e vi dicono col cuore in mano: ‘tutto questo cadrà’. Cadrà la casa, ed il problema è che noi stiamo sotto il tetto”.
Si dice “che Marcos sta promuovendo l’astensionismo elettorale. No, compagni, il fatto è che abbiamo trovato un movimento astensionista perché è disgustato della classe politica. E se fino ad ora si pensava che l’astensionismo fosse apatia, l’Altra Campagna sta scoprendo che questo è la mancanza di alternative”.

Ha affermato: “Non ci opponiamo al fatto che qualcuno lotti per il potere, di fatto, organizzazioni politiche che sono nell’Altra Campagna prospettano la lotta per il potere. Quello che stiamo proponendo è che adesso, invece di guardare in alto – perché tutti ci stanno dicendo: guarda in alto, altrimenti che cosa facciamo – ci uniamo con tutte queste per vedere se possiamo costruire un’altra cosa.

“Stiamo vedendo un’effervescenza in basso, che non scommette assolutamente niente in alto. C’è una grande effervescenza sociale che non è impegnata nella questione elettorale e che sta vanificando le campagne elettorali. Non emerge Madrazo, né Calderone né López Obrador, e non per colpa nostra, è per quello che sono riusciti a costruire in tutti questi anni. E non è apatia. Ci troviamo davanti ad un movimento in effervescenza, ed in qualunque momento scoppierà senza coordinamento, senza appoggio”.

Scartando per il momento la discussione se l’anticapitalista sia moderato o radicale, ha specificato che la proposta dell’Altra Campagna non è convivere con la destra, “non bisogna sbagliarsi”. Questo, in riferimento alla partecipazione di un ragazzo che aveva dichiarato che “bisogna abbattere i muri perché tutti siamo esseri umani”. Marcos ha replicato:

“No. Tutti siamo esseri umani, ma alcuni sono figli di puttana ed altri no. Questa è la verità. Loro costruirono la loro ricchezza sulla miseria, la morte e lo sfruttamento degli altri. Quello che noi vogliamo è organizzare, parlare e far prendere coscienza a tutto questo settore per affrontarli insieme agli altri. Perché altrimenti, se li lasciamo fare, finiranno per distruggere tutto. L’hanno già dimostrato. Se non facciamo qualcosa ora, non ci sarò più nulla per cui lottare”, ha concluso Marcos.

Questa notte, il delegato Zero, è partito per l’abitato di Tomatlán, dove si è riunito con aderenti della Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona.

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