<i>"The Name of Our Country is América" - Simon Bolivar</i> The Narco News Bulletin<br><small>Reporting on the War on Drugs and Democracy from Latin America
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Narco News Issue #39

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Lettere al’Altra Campagna dai prigionieri politici oaxaqueñi

Per la Giornata Nazionale contro la Brutalità Poliziesca


Dai prigionieri politici di Oaxaca
Rete Oaxaqueña Zapatista

16 marzo 2006

Penitenziario Centrale dello Stato di Oaxaca, Oax. 15 marzo 2006

ALL’ALTRA CAMPAGNA
ALLE ORGANIZZAZIONI CHE DIFENDONO I DIRITTI UMANI
ALLE PERSONE DI BUONA VOLONTÀ
ALLE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE
AL POPOLO DI OAXACA, DEL MESSICO E DEL MONDO
AL MAGISTERO DEMOCRATICO DELLA SEZIONE XXII, OAXACA
AI MEZZI DI COMUNICAZIONE

P R E S E N T E

Per mezzo della presente mi rivolgo a voi, da questa prigione e vi invio loro un caldo e fraterno saluto, per dirvi quanto segue.

Il mio nome è Isabel Almaraz Matías, reclusa in questo penitenziario di Ixcotél, Centro Oaxaca. Da tre anni ed otto mesi sono stata privata della mia libertà ingiustamente. Le autorità mi accusano di un’infinità di reati comuni, reati che non ho mai commesso. Dato che già sapete della mia detenzione, approfitto di questa giornata dell’altra campagna per la libertà dei prigionieri, proprio oggi 15 marzo, per far conoscere le ingiustizie di cui continuo ad essere oggetto da parte delle autorità statali.

Sono stata arrestata il 25 giugno del 2002, in questa città di Oaxaca. Alcuni giorni prima del mio arresto, ero partita da San Agustín Loxicha, paese emarginato e dimenticato, dove non c’è un medico e tanto meno uno specialista, perché mia madre era quasi moribonda. Fu questo il motivo per cui partii dal mio paese natale, alla ricerca di un medico specialista che aiutasse mia madre. Già in città, ricoverai mia madre nell’Ospedale Civile e lottai fino all’impossibile per salvarla dalla malattia, ma disgraziatamente la fortuna non mi aiutò. La morte mi ha strappato dal finaco questo essere che mi era il più caro, con il dolore e la tristezza … E l’ingiustizia si impadronisce della mia persona solo perché sono di Loxicha. Le autorità giudiziali statali mi accusano di sequestro ed una presenta relazione col gruppo armato EPR: reati e segnalazioni sono completamente falsi.

Da quando sono detenuta, ho lasciato le mie due figlie: in quell’anno la prima aveva 4 anni e la seconda 1 anno e 6 mesi. Queste due bambine sono rimaste nel più completo abbandono, a causa della nefasta politica del governo statale. Attualmente sono da 3 anni e otto mesi privata della mia libertà, ma le autorità non hanno ancora mostrato la minima volontà politica di risolvere il problema, nonostante abbiano violato in modo grave i miei diritti come donna. Però, nei loro discorsi si vantano e negli slogan dicono che la loro principale meta è aiutare i gruppi indigeni, ed alcuni sono seguaci di Juárez: è tutta una gran bugia dei nostri governanti.

Come donna indigena non posso rimanere con le braccia conserte e stare a guardare. Da questo posto elevo la mia voce, ho la libertà ed il diritto di lottare per la mia libertà che tanto rimpiango. Le autorità hanno represso gli indigeni della regione loxicha ed io sono cosciente di non aver commesso nessuno dei reati di cui mi accusano e questo mi dà la forza per continuare a lottare per la mia libertà.

Chiedo al governo dello stato che cessi la guerra sporca contro gli indigeni della regione loxicha.

La libertà immediata per i prigionieri politici e di coscienza che si trovano nelle varie carceri del paese.

Alle organizzazioni democratiche del paese chiedo che mi appoggino per continuare a lottare per la mia libertà, spero che facciano loro il problema che sto vivendo e questa missiva è aperta a tutte le persone di buona volontà.

Devo ringraziare chi legge ed ascolta le mie parole, grazie.

Rispettosamente
Isabel Almarás Matías

* * *

ALLE COMPAGNE ED AI COMPAGNI DELL’ALTRA CAMPAGNA
AI MEZZI DI COMUNICAZIONE NAZIONALI ED INTERNAZIONALI
ALLE ORGANIZZAZIONI DEI DIRITTI UMANI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI
ALL’OPINIONE PUBBLICA

SAPPIAMO CHE SU INIZIATIVA DELL’ALTRA CAMPAGNA, OGGI 15 MARZO, DATA IN CUI IN DIVERSE PARTI DEL MONDO CI SONO MANIFESTAZIONI DI RIPUDIO CONTRO LA BRUTALITÀ POLIZIESCA E CONTRO LA REPRESSIONE, CI SARANNO ANCHE AZIONI PER LA LIBERTÀ DEI PRIGIONIERI POLITICI E DELLE PRIGIONIERE POLITICHE E DI COSCIENZA DEL PAESE.

IL NOSTRO NUOVO E FIAMMANTE GOVERNATORE DELLO STATO, COME ECCELLENTE PROSECUTORE DELLA GUERRA SPORCA CONTRO LO SCONTENTO ED IL DISSENSO SOCIALE - CHE È ABBASTANZA -, HA GIÀ FATTO MEZZO CENTINAIO DI CARCERATI E CARCERATE PER MOTIVI POLITICI. NOI, DETENUTI E DETENUTE, NON SIAMO PEDERASTI, NON SIAMO VIOLENTATORI, NON SIAMO NARCOTRAFFICANTI, NON SIAMO DELINQUENTI DAL COLLETTO BIANCO, PERCHÉ SE LO FOSSIMO, GODREMMO DELLA NOSTRA LIBERTÀ FISICA ED OLTRE CHE DI BENESSERE ED OPULENZA.

DAVANTI A QUESTA SITUAZIONE, OLTRE CHE SALUTARE QUESTA INIZIATIVA E RICONOSCERE IL CORAGGIOSO ATTEGGIAMENTO DI FARE VOSTRA LA CAUSA PER LA QUALE OGGI PAGHIAMO PER IL CRIMINE DI PENSARE DIVERSAMENTE, DI SOGNARE UN MESSICO CON PACE, GIUSTIZIA E DEMOCRAZIA, DI LOTTARE PER VOLER FAR DIVENTARE REALTÀ QUEI SOGNI CHE CON VOI CONDIVIDIAMO, DALLE NOSTRE CELLE SOLITARIE VI LANCIAMO UN APPELLO A CONTINUARE A COSTRUIRE L’UNITÀ, E DA PARTE NOSTRA, C’È L’IMPEGNO A NON CLAUDICARE ED A CONTRIBUIRE CON IL MEGLIO DEI NOSTRI SFORZI.

PRIGIONIERI POLITICI E DI COSCIENZA LIBERTÀ!!

ALT ALLA REPRESSIONE ED ALLA BRUTALITÀ POLIZIESCA!!

FRATERNAMENTE
PEDRO CASTILLO ARAGÓN – PRIGIONIERO DI COSCIENZA -
PENITENZIARIO CENTRALE, SANTA MARÍA IXCOTEL, OAXACA, OAX. 15 MARZO 2006

* * *

Penitenziario Centrale dello Stato di Oaxaca, Oax, 15 marzo 2006

ALLA RETE DI ORGANIZZAZIONI DEMOCRATICHE DI OAXACA
ALLE PERSONE DI BUONA VOLONTÀ
AGLI STUDENTI ED AI PROFESSIONISTI PROGRESSISTI
AL MAGISTERO DEMOCRATICO DELLA SEZIONE XX DEl SNTE
AI MEZZI DI COMUNICAZIONE

P R E S E N T E

Noi che firmiamo, i 13 prigionieri politici e di coscienza Indigeni della Regione Loxicha, ci permettiamo di rivolgerci a voi per inviarvi un caldo e fraterno saluto alle organizzazioni partecipanti ed ai mezzi di comunicazione scritta ed elettronica, per il loro prestigioso lavoro di diffusione e quindi aggiungiamo quanto segue.

Noi Prigionieri della Regione LOXICHA, ci uniamo alla giornata delle diverse attività che la Rete di Organizzazioni Democratiche stanno intraprendendo per questa tappa di lotta, per la Libertà di tutti i Prigionieri Politici e di Coscienza dello Stato e del Paese.

Consideriamo importante questa l’iniziativa, grazie alla volontà ed all’interesse di ognuna delle organizzazioni nel pronunciarsi e nell’esigere meccanismi per ottenere la libertà per noi che siamo vittime dell’ingiustizia e che oggi continuiamo ad essere privati della nostra libertà, accusati di diversi reati che non abbiamo mai commesso.

Sappiamo che la lotta che state iniziando è difficile, ma se esiste la volontà e l’impegno da parte di ognuna delle organizzazioni partecipanti, tra tutti dobbiamo vincere ogni tipo di ostacolo che possiamo trovare sulla nostra strada e dobbiamo riuscire a raggiungere il nostro obiettivo con l’UNITÀ e con l’IMPEGNO di tutti noi che siamo coscienti di lottare sempre avanti.

Dal Penitenziario Centrale dello Stato, lanciamo un appello a tutte le Organizzazioni e Personalità di buona volontà affinché prevalga l’unità e la fratellanza per poter affrontare la nefasta politica dei governi statale e federale. Perché i politici che oggi si vantano nei loro discorsi di essere seguaci di Juárez, ma in realtà è una gran bugia verso tutta la società, poiché Juárez è stato un personaggio che ha lottato col cuore per difendere i suoi fratelli indigeni e la sua patria.

Rispettosamente
PRIGIONIERI POLITICI E DI COSCIENZA
INDIGENI DELLA REGIONE LOXICHA

C. Juan Díaz Gómez
C. Ricardo Martínez Enríquez
C. Fortino Enríquez Hernández
C. Álvaro Sebastián Ramírez
C. Estanislao Martínez Santiago
C. Justino Hernández José
C. Urbano Ruiz Cruz
C. Agustín Luna Valencia
C. Mario Ambrosio Martínez
C. Cirilo Ambrosio Antonio
C. Abraham García Ramírez

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