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Narco News Issue #40

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Amici e famigliari salutano OIlin Alexis Benhumea Hernández

”Ad Alexis Benhumea, la danza della morte farà solo solletico“


di Quetzal Belmont
Otro Periodismo con L’Altra Campagna a Città del Messico

10 giugno 2006

“È strano il modo in cui ci siamo conosciuti fino al tuo addio, in realtà non abbiamo scambiato parola alcuna, ma l’energia era presente; con la tua danza volavi, inevitabilmente ora che hai ali continuerai a volare come un angelo”.

“Fino alla morte se necessario” recita uno degli slogan principali gridati nelle diverse manifestazioni sociali.

L’eco di questo slogan è arrivato fino ad Ollín Alexis Benhumea Hernández, che era studente della facoltà di Economia e stava per iniziare il suo secondo corso di laurea alla Facoltà di Scienze, entrambe nell’Università Nazionale Autonoma del Messico.


Foto: D.R. 2006 Erwin Slim
Alexis, 20 anni, era stato gravemente ferito dall’impatto nella tempia sinistra di un bussolotto di gas lacrimogeno, durante gli scontri a San Salvador Atenco, lo scorso 4 maggio. Dal pomeriggio di quel giorno fu dichiarato in coma dopo essere stato soccorso 11 ore dopo l’incidente, poiché a causa dello spiegamento di polizia e dell’aggressività esercitata dai suoi membri, non fu possibile dare ad Alexis l’opportuna assistenza medica.

È stato ricoverato per più di un mese ed alla fine il suo cuore ha cessato di battere per un arresto cardiorespiratorio all’alba di mercoledì 7 giugno, il quadro clinico era poco favorevole, aveva presentato multipli arresti respiratori e negli ultimi giorni era stato dichiarato in morte cerebrale.

Il suo corpo è stato vegliato in un’impresa di pompe funebri nella colonia Roma di Città del Messico, dalla quale attorno alle 13:30 del giorno dopo (8 giugno) è partita una carovana di 15 auto, 2 camion ed un minibus, tutti pieni di persone e composizioni floreali, destinazione: la Facoltà di Economia dove si è svolta una cerimonia funebre.

Più di 400 persone hanno accompagnato Ollín Alexis nella struttura universitaria, tra i quali si trovavano studenti, abitanti di Atenco, membri del Comitato 68, gente del sindacato della UNAM e dell’Istituto Messicano della Previdenza Sociale, molti compagni di Alexis e professori hanno dato l’addio e gli hanno rivolto le loro ultime parole.

All’unisono risuonavano le parole: “Alexis non è morto, il governo lo ha ucciso”, la commozione delle persone per quanto accaduto era visibile, occhi pieni di lacrime, volti seri, sguardi che si incrociavano tra la gente che muovendo leggermente il capo sembrava porgersi le condoglianze.

Chi muore per la vita non si può dire morto: Alexis Benhumea presente. UNAM” questa la frase che si leggeva sullo striscione che aspettava Ollín di fronte alla Biblioteca della Facoltà dove, come raccontano i suoi compagni, egli trascorreva ore ogni giorno a leggere.

Ha preso la parola Benjamín Anaya, professore di Alexis all’Accademia di Danza dell’Istituto Nazionale di Belle Arti (INBA) che ha espresso il sentimento della comunità di danza per il giovane di 20 anni che da 7 anni studiava danza contemporanea. Benjamín ha terminato il suo discorso dicendo: “Stiamo insieme Ollín, balla, balla, che la danza della morte ti farà solo solletico”.

Era presente anche la Comunità di Magdalena Contreras che sono vicini della famiglia Benhumea Hernández, che hanno espresso le loro condoglianze chiedendo nello stesso tempo giustizia per quanto successo e libertà per i prigionieri politici del paese.

Attorno alle 15:30 la carovana che accompagnava Alexis si è diretta al cimitero di San Jerónimo, e mentre il corteo funebre si avviava c’erano molte persone che chiedevano un passaggio alle auto per poter dare il loro ultimo saluto, ed anche se i veicoli erano pieni, è stato fatto posto ai compagni e centinaia di persone hanno seguito i funerali.

Durante il tragitto verso il cimitero, da un’auto all’altra si udivano gli slogan che le persone non smettevano di gridare, alcuni avevano anche megafoni che facevano accapponare la pelle dei compagni perché sembrava ricordare loro gli avvenimenti di quella mattina del 4 maggio. Con forza gridavano: “Governo farsa che gli studenti ammazza!”.

Circa 300 persone hanno salutato Ollín Alexis, un sacerdote che l’aspettava ha dato la sua benedizione, in sottofondo si sentiva la banda musicale che è stata presente dalla veglia funebre fino alla funzione. Il feretro di Alexis è stato coperto dalla bandiera del Messico, una bandiera col puma della UNAM, un paliacate, un cappello ed un machete di Atenco che i coloni hanno consegnato alla famiglia come simbolo della lotta di Alexis e perché lo accompagni nel suo cammino.

Gli accompagnatori hanno ripreso la parola per augurargli un buon cammino, ricordandolo come qualcuno che ha segnato la storia nella politica attuale messicana; facendo riferimento alle implicazioni sociopolitiche che ha generato quanto accaduto ad Alexis, nel contesto di Atenco, L’Altra Campagna e la risposta da parte del governo federale e statale, rispetto a quanto accaduto dopo lo sgombero dei floricoltori il 3 maggio.

Mentre il feretro veniva posto nella terra è cominciata una pioggia di fiori su Alexis, si sentivano fischietti, botti, la musica di sottofondo ed il pianto di alcune persone ed anche il silenzio di altre.

Poco per volta, si sono ritirati la stampa e la comitiva che ha accompagnato Ollín nel suo passaggio all’altra vita.

Sergio, studente di Economia e compagno di Alexis ha dichiarato:

Forse una parte di Alexis vivrà in ognuno di noi”.

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