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Il Tribunale Elettorale Messicano ordina il parziale riconteggio a iniziare da mercoledì

López Obrador chiama i sostenitori nello zocalo di Città del Messico per presentare la sua risposta


di Al Giordano

5 agosto 2006

Con una decisione Salomonica, i sette giudici del Tribunale Elettorale Supremo del Messico (noto come Trife) hanno tagliato a metà il bambino della democrazia.

Così facendo, hanno aggiunto ulteriore incertezza e drammaticità ad una già grave crisi. La decisione della corte di permettere un riconteggio di solo la metà dei 300 distretti elettorali del Messico potrebbe dar luogo ad un’inversione storica dei risultati ufficiali che hanno dato un vantaggio risicato al candidato del Partito di Azione Nazionale (PAN) Felipe Calderón (che la Commissione Federale Elettorale, nota come IFE, aveva dichiarato vincitore con uno scarto dello 0,58% o 240.000 voti), rendendo l’ultimo governante di Città del Messico, Andrés Manuel López Obrador, del Partito della Rivoluzione Democratica (PRD), il vincitore di questo nebuloso processo elettorale di quest’anno.

In alternativa, potrebbe restringere il margine tra i due candidati a tal punto da rendere evidente la necessità di un riconteggio completo.

I giudici hanno respinto la richiesta di un riconteggio totale dei 130.000 seggi del paese (dove i risultati ufficiali danno a Calderón il vantaggio di meno di due voti per seggio), optando invece di limitare il riconteggio a 11.839, circa il 9% dei ballottaggi. Gli avvocati di López Obrador hanno fornito le prove di frodi elettorali in 72.000 dei 130.000 seggi del paese. In un riconteggio di questi distretti, un cambiamento di solo tre voti per seggio invertirebbe probabilmente il risultato ufficiale decretando vincitore López Obrador. Comunque, la corte ha scelto di ricontare in soli 11.839 seggi. Questo vuol dire che per invertire il risultato nazionale sarebbe necessaria una differenza di 21 voti per seggio a favore di López Obrador.

Lo scenario peggiore si presenterebbe se questo campione di 11.000 seggi mostrasse uno scostamento medio superiore di due o tre voti per seggio a favore di López Obrador. In questo caso, il clamore nazionale per un riconteggio completo potrebbe sfociare in una sollevazione nazionale. La corte dovrà o riconsiderare la richiesta di un totale o più ampio riconteggio o il conflitto post-elettorale si sposterà dalle corti di giustizia alle strade del Messico.

Il riconteggio parziale ordinato dalla corte inizierà mercoledì 9 agosto e durerà una settimana (in cui i giudici regionali conteranno i voti in sessioni pubbliche, compreso il prossimo fine settimana) ed i risultati dovranno essere presentati il 16 agosto. Partirà quindi il conto alla rovescia per gli ultimi 15 giorni fino al termine del 31 agosto per eseguire il riconteggio ed il termine ultimo del 6 settembre per dichiarare un vincitore presidenziale o, in alternativa, annullare le elezioni, introducendo uno scenario ancora più oscuro in cui il Congresso federale dovrà scegliere un presidente provvisorio per tentare di governare una popolazione divisa.

López Obrador, i cui sostenitori hanno bloccato Paseo de la Reforma e le altre importanti strade nel centro di Città di Messico per tutta la settimana scorsa, ha convocato la sua gente nello Zocalo – la più grande “piazza cittadina” della nazione – alle 7 di stasera per proporre la sua risposta alla decisione del tribunale. Qui, la storia potrebbe scoprire che il bambino della democrazia non è disposto ad essere tagliato a metà ed è pronto a lottare come mai prima per sopravvivere.

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