<i>"The Name of Our Country is América" - Simon Bolivar</i> The Narco News Bulletin<br><small>Reporting on the War on Drugs and Democracy from Latin America
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Narco News Issue #43

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Nella cerimonia del tredicesimo anniversario dell'EZLN Oventik, 1° gennaio 2007

“Se bisogna morire, allora è meglio morire lottando per la libertà e per la giustizia, non in ginocchio”: David


di Comandante David e Subcomandante Insurgente Marcos
EZLN

2 gennaio 2007

Buon giorno

Compagni, compagne basi d’appoggio di tutti i Caracol, di tutti i municipi autonomi e dei territori zapatisti del sudest messicano

Compagne e compagni

Basi d’appoggio, consigli autonomi, giunte di buon governo, responsabili locali e regionali

Compagne e compagni impegnati nelle distinte aree di lavoro

Compagni e compagne aderenti alla sesta dichiarazione della Selva Lacandona ed all’altra campagna, di tutti gli Stati della Repubblica messicana e di tutti i paesi del mondo, presenti e non presenti a questo primo incontro dei popoli zapatisti coi popoli del mondo

Fratelli e sorelle del Messico e del mondo, solidali con la causa indigena, con la causa zapatista e con l’altra campagna

Oggi, primo gennaio del 2007, ci siamo riuniti per celebrare il 13° anniversario della nostra insurrezione armata come Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) il primo gennaio del 1994.

Compie oggi 13 anni da quando noi, popoli indigeni del Chiapas, col volto coperto ci siamo fatti conoscere alla nazione ed al mondo, per dimostrare che noi popoli originari di queste terre esistiamo ancora, che stiamo qui e qui staremo, anche se non vogliamo più vivere né morire nella miseria, nell’umiliazione e nell’oblio.

Se bisogna morire, allora è meglio morire lottando per la libertà e per la giustizia, non in ginocchio.

Perciò sono 13 anni di guerra per rivendicare le richieste dei popoli indigeni di democrazia, libertà e giustizia per tutti.

Vogliamo salutare in modo speciale i compagni e compagne della truppa insurgente e miliziana, i comandi militari ed ufficiali dell’EZLN, che in questi 13 anni hanno cercato di compiere il loro dovere come insurgenti e soldati del popolo.

Salutiamo tutti i compagni e le compagne comandanti che umilmente e semplicemente hanno tentato di compiere il loro lavoro come dirigenti, insieme ai comitati locali e regionali.

Salutiamo anche i nostri popoli basi d’appoggio di tutti i municipi, regioni e di tutto il territorio ribelle zapatista, perché sono tutti e tutte loro quelli e quelle che hanno subito e resistito le minacce e le persecuzioni militari e paramilitari dei mal governanti.

Per raggiungere quelle rivendicazioni, vogliamo unire le nostre lotte con le lotte di molti popoli che pure soffrono ingiustizie, umiliazioni e persecuzioni.

Per questo abbiamo dato la nostra parola per far conoscere quello che pensiamo e quello che vogliamo e molti ci hanno ascoltato e ci hanno creduto.

Ma quello che sta cambiando cioè quello che è successo questo anno e quello che accadrà nel futuro è che oltre a dare la nostra parola, mettiamo anche l’ascolto per sentire gli altri fratelli e sorelle di tutti gli stati del Messico e di tutti i paesi del mondo.

Per questo chiediamo che diciate la vostra parola, che ci raccontiate la vostra vita e le vostre lotte.

A livello internazionale, diciamo che

Con i fratelli e le sorelle di tutti i paesi del mondo, continuiamo ad avanzare nei preparativi dell’incontro intercontinentale. Abbiamo svolto questo lavoro internazionale con la Commissione Intergalattica, di cui è responsabile il compagno Tenente Colonnello Insurgente Moisés con un gruppo di comandanti.

Ci saranno anche altri incontri come questo che si svolge qui in Oventik e vi invitiamo tutti e tutte a prepararvi ed a organizzare il secondo incontro dei popoli zapatisti con i popoli del mondo che si terrà nei 5 caracol nel mese di luglio del 2007.

Un altro lavoro che faremo, insieme al Congresso Nazionale Indigeno, sarà la convocazione di un incontro dei popoli originari di tutto il continente Americano, dall’Alaska fino alla Terra del fuoco, che probabilmente si terrà a partire dal mese di ottobre del presente anno, ma confermeremo al più presto la data esatta ed il luogo di questo incontro.

Per questo invitiamo tutti i popoli indigeni di tutto il continente ad organizzarsi per poter partecipare a quell’incontro.

A livello nazionale

Continueremo ad appoggiare i nostri popoli affinché possano continuare ad organizzarsi in tutti gli aspetti per tentare di migliorare le loro condizioni di vita.

Continueremo a resistere contro i colpi, le minacce e le persecuzioni del mal governo, continueremo a difendere i nostri diritti e la nostra cultura come popoli indigeni.

Continueremo a costruire ed a rafforzare la nostra autonomia in tutti i livelli di vita.

Nel nostro paese continueremo a fare il lavoro dell’altra campagna.

Il nostro compagno subcomandante Insurgente Marcos ha già svolto il lavoro che gli avevamo affidato nella prima tappa: di percorrere tutti gli Stati del nostro paese.

Per la seconda tappa, partirà una delegazione più grande ed a poco a poco percorreremo tutto il paese, per lavorare più da vicino con i compagni e le compagne dell’altra campagna che ci sono in tutto il paese, fino a che non avremo un programma Nazionale di lotta.

Per questo invitiamo tutto il popolo del Messico, tutti gli uomini, le donne, i giovani e gli anziani onesti che non stanno con la politica neoliberale di quelli in alto, di quelli che solo programmano e preparano la guerra e la distruzione contro i popoli e soprattutto contro noi popoli indigeni, che siamo i primi e gli originari di queste terre.

Per questo invitiamo tutta quella gente buona del nostro paese ad entrare in questa lotta politica e pacifica dell’altra campagna.

Questo lavoro che stiamo facendo non piace ai potenti, ai governi ed ai partiti politici. Per questo abbiamo ricevuto minacce, per farci smettere.

Ma vogliamo dire a tutti che, nella misura possibile, faremo il lavoro, che piaccia o no ai nostri nemici.

Solo ammazzandoci tutti e tutte potranno fermarci nella nostra idea di fare un movimento anticapitalista e di sinistra.

Ma siamo chiari e sicuri che sono più grandi e più forti le giuste rivendicazioni della nostra lotta per i nostri diritti, per l’uguaglianza e la Giustizia.

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI E LE PRIGIONIERE POLITICHE DEL MESSICO
LIBERTÀ E GIUSTIZIA PER ATENCO
LIBERTÀ E GIUSTIZIA PER OAXACA
EVVIVA L’ALTRA CAMPAGNA
EVVIVA LA SESTA INTERNAZIONALE
VIVA I MUNICIPI AUTONOMI
VIVA LE GIUNTE DI BUON GOVERNO
VIVA I POPOLI INDIOS DEL MESSICO E DEL MONDO
VIVA I NOSTRI MORTI CHE SONO MORTI PER VIVERE 
VIVA L’EZLN
DALLE MONTAGNE DEL SUDEST MESSICANO
PER IL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDO GENERALE DELL’EZLN
COMANDANTE DAVID

Messico – Gennaio 2007

PAROLE DEL SUBCOMANDANTE INSURGENTE MARCOS

BUONA NOTTE COMPAGNE E COMPAGNI ZAPATISTI

IL MIO SALUTO È PER I NOSTRI COMANDANTI CHE SONO I POPOLI ZAPATISTI.

CI SONO QUI RIUNITE COMPAGNE E COMPAGNI ZAPATISTI CHE SONO INDIGENI ZOQUES, MAMES, CHOLES, TOJOLABALES, TZELTALES E TZOTZILES.

VENGONO DA TUTTE LE ZONE DEL CHIAPAS DOVE C’È LA NOSTRA BANDIERA CON LA STELLA ROSSA DALLE CINQUE PUNTE, LA BANDIERA DELL’EZLN.

IL MIO SALUTO È ANCHE PER I NOSTRI CAPI, UOMINI E DONNE, DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO, PER LE COMANDANTI ED I COMANDANTI DELL’EZLN.

ED ANCHE PER LE AUTORITÀ AUTONOME CHE GOVERNANO BENE IN QUESTE TERRE RIBELLI E DEGNE, NELLE TERRE INDIGENE ZAPATISTE E CHE OGGI STANNO PARTECIPANDO QUI AL PRIMO INCONTRO DEI POPOLI ZAPATISTI CON I POPOLI DEL MONDO.

LA NOSTRA PAROLA COME EZLN È SOPRATTUTTO PER VOI OGGI.

PER I NOSTRI ANZIANI E LE NOSTRE ANZIANE, PER LE NOSTRE DONNE ED I NOSTRI UOMINI, PER LE NOSTRE BAMBINE ED I NOSTRI BAMBINI.

LA NOSTRA PAROLA È PER NOI CHE SIAMO DEL CUORE BRUNO DELLA NOSTRA ORGANIZZAZIONE: L’ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE, IL VOTÁN ZAPATA, IL GUARDIANO ED IL CUORE DEI NOSTRI POPOLI.

LA MAGGIORANZA DI NOI ZAPATISTI CHE SIAMO QUI, SIAMO INSORTI CONTRO IL MAL GOVERNO IL PRIMO GENNAIO 1994 E DA ALLORA CONTINUIAMO IN RIBELLIONE E LOTTANDO PER IL RICONOSCIMENTO DEI NOSTRI DIRITTI E DELLA NOSTRA CULTURA COME INDIGENI MESSICANI QUALI SIAMO.

ALTRI ED ALTRE SONO CONFLUITI NELLA NOSTRA LOTTA LUNGO QUESTI 13 ANNI DI GUERRA CONTRO L’OBLIO.

ALCUNE ED ALCUNI DI NOI ERANO ANCORA BAMBINE E BAMBINI, QUANDO INCOMINCIÒ LA NOSTRA LOTTA.

MA HANNO CONTINUATO A CRESCERE NELLA RESISTENZA E NELLA DIGNITÀ CHE CI INSEGNANO I NOSTRI ANZIANI.

LA NOSTRA STORIA COME EZLN NON È SOLO QUELLA CHE APPARVE COME UN LAMPO IN QUELL’ALBA DI UN GENNAIO DI 13 ANNI FA.

NEANCHE È SOLAMENTE QUELLA CHE HANNO TENTATO DI RACCONTARE LE NOSTRE PAROLE NEI COMUNICATI, NELLE LETTERE E NELLE INTERVISTE CHE SONO STATI PUBBLICATI IN QUESTI ANNI DI RESISTENZA.

LA NOSTRA STORIA COME EZLN NON È NEMMENO SOLO QUELLO CHE SI RIESCE A VEDERE NEI GRANDI ATTI NEI QUALI, COME IN QUESTO, PERSONE BUONE DEL MESSICO E DI TUTTO IL MONDO AVVICINANO L’ASCOLTO E LO SGUARDO PER VEDERCI ED ASCOLTARCI CON IL CUORE.

E VEDERE ED ASCOLTARE CON IL CUORE È, COME DICEVA LA NOSTRA DEFUNTA COMANDANTE RAMONA, IL MIGLIOR MODO DI GUARDARE ED ASCOLTARE QUELLO CHE C’È E QUELLO CHE CI SARÀ LUNGO LA NOSTRA STRADA.

LA NOSTRA STORIA NON PUÒ ESSERE RACCONTATA A PEZZETTI, DI QUELLO OGNUNO METTE O TOGLIE DELLA SUA STORIA PERSONALE.

È UNA STORIA COLLETTIVA.

UNA STORIA DOVE NON C’È “L’IO”.

UNA STORIA DOVE PARLIAMO, ASCOLTIAMO, GUARDIAMO E SENTIAMO COME COLLETTIVO.

NOI, ZAPATISTE E ZAPATISTI, NON SERVIAMO INDIVIDUALMENTE.
PER QUESTO C’È GENTE CHE STA UN ATTIMO SOLO E POI VA VIA, OPPURE SOLO DÀ UN’OCCHIATA E NON ENTRA.

PERCHÉ LA PAROLA CHE CI HA FATTO E CI FA ESSERE QUELLO CHE SIAMO E STARE DOVE STIAMO È LA PAROLA “NOI”.

E QUESTO NON LO CAPISCONO MOLTE PERSONE.

CREDONO CHE SE PARLANO DAVID, O TACHO, O HORTENSIA, O SUSANA, O GABRIELA, O ESTHER, O MOY, O MARCOS, ALLORA STANNO PARLANDO LORO DAVVERO, COME INDIVIDUI.

MA NELLA NOSTRA STORIA NON SONO NÉ “IO”, NÉ “TU”, NÉ “EGLI”.

C’È SOLO IL “NOI”.

SIAMO “NOI” NEL BELLO NEL BRUTTO.

ALLORA LA NOSTRA STORIA COME EZLN È LA STORIA DI COME TENTIAMO DI CRESCERE, DI FARCI GRANDI NELLA PAROLA E NEL PENSIERO DI NOI.

E NOI, EZLN, CI SIAMO ALZATI IN ARMI PERCHÉ NON SI POTEVANO PIÙ SOPPORTARE I FURTI, LO SFRUTTAMENTO, IL DISPREZZO E LA REPRESSIONE A CHE DOVEVAMO SUBIRE COME INDIGENI QUALI SIAMO.

INSOMMA CI TRATTAVANO PEGGIO CHE GLI ANIMALI.

E CI DERIDEVANO PER IL NOSTRO COLORE BRUNO, PER LA NOSTRA LINGUA, PER I NOSTRI VESTITI, PER LA NOSTRA CULTURA.

E CI DERIDEVANO ANCHE IGNORANDOCI, FACENDO COME SE NON CI VEDESSERO, COME SE FOSSIMO COSE O SACCHI CHE CAMMINANO COME OMBRE PER IL MONDO.

CIOÈ QUELLI IN ALTO, I POTENTI ED I LORO MAL GOVERNI CI DEDICAVANO IL DISPREZZO DELL’OBLIO.

E CON L’OBLIO CI STAVANO FACENDO UNA GUERRA DI STERMINIO, PER FINIRLA CON NOI COME POPOLI INDIOS.

MIGLIAIA DI BAMBINE E BAMBINI INDIGENI MORIVANO DI MALATTIE CHE AVREBBERO POTUTO ESSERE CURATE CON UNA PASTIGLIA, MA NON CI GUARDAVANO, NON CI TENEVANO ASSOLUTAMENTE IN CONSIDERAZIONE NEANCHE PER LA MORTE.

ALLORA ABBIAMO VISTO NEL NOSTRO PENSIERO CHE NON SI POTEVA PIÙ SOPPORTARE TUTTO QUESTO, CHE NON ERAVAMO PIÙ DISPOSTI A MORIRE COME ANIMALI ED ABBIAMO DETTO E DICIAMO GIÀ BASTA CHE QUESTO PAESE CHE SI CHIAMA MESSICO NON CI TENGA IN CONSIDERAZIONE.

PERCHÉ CI GUARDAVANO SOLO PER GLI INSULTI, PER LO SFRUTTAMENTO, PER RUBARCI LA NOSTRA TERRA E LA NOSTRA CULTURA, PER REPRIMERCI, PER PICCHIARCI, VIOLENTARCI, IMPRIGIONARCI ED ASSASSINARCI.

ED ALLORA IL NOI CHE SIAMO, L’EZLN, HA DETTO CHE VA BENE, CHE GIÀ BASTA E CI SIAMO ALZATI IN ARMI AFFINCHÉ CI VEDESSERO, AFFINCHÉ CI PRENDESSERO IN CONSIDERAZIONE, AFFINCHÉ CI RISPETTASSERO.

QUESTA STORIA SI DIMENTICA A VOLTE.

SEMBRA CHE SIA STATO SEMPRE COME ORA, CHE VIENE GENTE DA TUTTE LE PARTI A REGALARCI LA SUA PAROLA, IL SUO ASCOLTO, IL SUO CUORE.

MA NO. C’È STATO UN TEMPO NEL QUALE IL NOI CHE SIAMO NON ERA VISTO NÉ ASCOLTATO, NÉ PRESO IN CONSIDERAZIONE.

LA STORIA DELL’EZLN È LA STORIA DI UNA DIGNITÀ CHE DIVENTA COLLETTIVA.

LA DIGNITÀ CHE ABBIAMO COME POPOLI INDIOS DEL MESSICO.

E LA DIGNITÀ È IL RISPETTO DI QUELLO CHE SIAMO E DI COME SIAMO ED IL RISPETTO DI QUELLO CHE SONO E DI COME SONO GLI ALTRI E LE ALTRE.

LA NOSTRA STORIA COME EZLN È LA STORIA DI UNA DIGNITÀ CHE LOTTA PER DIVENTARE SEMPRE PIÙ COLLETTIVA, PER FARE UN NOI MOLTO GRANDE.

COSÌ GRANDE CHE TUTTI GLI SFRUTTATI CI STIANO, CHE CI STIANO TUTTI I DISEREDATI, GLI SDEGNATI ED I REPRESSI DEL MESSICO E DEL MONDO.

DURANTE IL PERCORSO DELLA NOSTRA LOTTA ABBIAMO CAPITO CHE LE NOSTRE RICHIESTE NON POSSONO AVERE RISPOSTA SE NON CI UNIAMO CON ALTRI POPOLI INDIOS DEL MESSICO, SE NON CI FACCIAMO COMPAGNIA CON ALTRE PERSONE CHE NON SONO INDIGENE MA CHE LOTTANO PURE LORO PER LIBERTÀ, PER GIUSTIZIA, PER DEMOCRAZIA.

NEL NOSTRO PASSO ABBIAMO CAPITO CHE C’È UN COLPEVOLE DEL FATTO CHE SIAMO DISPREZZATI, DISEREDATI, SFRUTTATI E REPRESSI.

E QUEL COLPEVOLE È UN SISTEMA CHE SI CHIAMA CAPITALISTA.

E NEL SISTEMA CAPITALISTA IL MONDO SI DIVIDE TRA QUELLI CHE HANNO LE COSE E QUELLI CHE NON HANNO NIENTE, TRA I POSSESSORI ED I DISEREDATI, TRA SFRUTTATORI E SFRUTTATI.

E QUESTI DISEREDATI E SFRUTTATI DAL CAPITALISMO NON SIAMO ALTRI CHE NOI, E LO SONO PURE TUTTI I POPOLI INDIOS DEL MESSICO, E MILIONI CHE NON SONO INDIGENI MA CHE SONO PURE PREGIUDICATI DAL SISTEMA CAPITALISTA.

E QUESTO PENSIERO L’ABBIAMO FATTO PAROLA E GLI ABBIAMO DATO IL NOME DI SESTA DICHIARAZIONE DELLA SELVA LACANDONA PERCHÉ SONO GIÀ SEI VOLTE CHE CONTINUIAMO AD AVVISARE DEL PASSO CHE FAREMO.

CON LA SESTA DICHIARAZIONE STIAMO CERCANDO DI FARE UN GRANDE PERCORSO CON MOLTE PERSONE IN MESSICO E NEL MONDO.

NEL MONDO QUESTA STRADA CHE CAMMINIAMO SI CHIAMA ZEZTA INTERNAZIONALE.

ED IN MESSICO QUESTA STRADA CHE CAMMINIAMO SI CHIAMA L’ALTRA CAMPAGNA.

SI CHIAMA COSÌ PERCHÉ È MOLTO ALTRO IL SUO PASSO, MOLTO DIVERSO DA QUELLO CHE CAMMINANO I POTENTI ED I LORO SERVI CHE SONO I POLITICI ED I MAL GOVERNI IN ALTO.

È UNA STRADA CHE CERCA DI GUARDARE QUELLI CHE NESSUNO VEDE, DI ASCOLTARE COLORO CHE NESSUNO SENTE, DI PRENDERE IN CONSIDERAZIONE COLORO CHE NESSUNO NOTA.

IN QUESTA STRADA IN MESSICO ABBIAMO GIÀ FATTO UN PRIMO PASSO E SIAMO ARRIVATI IN TUTTI GLI ANGOLI DAL NOSTRO PAESE PER CONOSCERE, ASCOLTARE E PARLARE CON I NOSTRI NUOVI COMPAGNI.

SECONDO L’ORDINE DEI NOSTRI CAPI, UOMINI E DONNE, MI È TOCCATO USCIRE PER PRIMO A CAMMINARE PER QUESTA STRADA, AD AFFACCIARMI SUL NOSTRO PAESE CHE È IL MESSICO, PER VEDERE COME È IL MODO, IL TEMPO ED IL LUOGO DI QUESTE NUOVE COMPAGNE E QUESTI NUOVI COMPAGNI.

SECONDO L’ORDINE CHE MI HANNO DATO, HO PORTATO L’ASCOLTO E LO SGUARDO DI TUTTE LE ZAPATISTE, DI TUTTI GLI ZAPATISTI.

ED HO PORTATO CON ME LA PAROLA DEL CUORE COLLETTIVO CHE SIAMO NOI POPOLI ZAPATISTI.

MOLTE PERSONE ABBIAMO VISTO ED ASCOLTATO. DI TUTTE PARTI E DEI MOLTI MODI CHE HANNO E SONO.

PERSONE CHE VIVONO E RESISTONO E LOTTANO NELLE CITTÀ, NEI CAMPI, NELLE MONTAGNE, SUI FIUMI E SUI MARI DEL NOSTRO PAESE CHE SI CHIAMA MESSICO.

ED IN QUELLE PERSONE C’È CHI CI VEDE E CI CONOSCE E CI RISPETTA.

E C’È ANCHE CHI NON CI CONOSCE E NON CI VEDE.

E C’È CHI SOLO CI VEDE E CI CONOSCE ATTRAVERSO I SUOI OCCHI, COME SE FOSSIMO UGUALI A QUELLO CHE VEDI IN UNO SPECCHIO.

E C’È CHI NON VEDE QUELLO CHE SIAMO E DOVE STIAMO.

QUANDO ASCOLTANO LA NOSTRA PAROLA E QUANDO CI PARLANO DICONO “È SOLO UNA PAROLA ED UN ASCOLTO IN PIÙ, LA COMMISSIONE SESTA È UN SOLO COMPAGNO O UN GRUPPO IN PIÙ, COME QUALSIASI INDIVIDUO O GRUPPO CHE C’È NELLA LOTTA, E LA SUA PAROLA ED IL SUO ASCOLTO VALE COME QUALUNQUE ALTRA PAROLA E QUALUNQUE ALTRO ASCOLTO”.

NOI NON DICIAMO NIENTE, ASCOLTIAMO SOLO E PRENDIAMO APPUNTI.

FORSE QUESTE PERSONE SOLO VEDONO, ASCOLTANO E PARLANO CON NOI PENSANDO CHE SIAMO INDIVIDUI, CHE SIAMO “IO”, “TU”, “EGLI”.

NON CAPISCONO NÉ VEDONO LA NOSTRA STORIA, LA NOSTRA LOTTA, LA NOSTRA RIBELLIONE, LE NOSTRE CAPACITÀ, LE NOSTRE DECISIONI.

NON CAPISCONO NÉ VEDONO CHE L’EZLN SIAMO NOI.

MA IN QUESTA LUNGA STRADA ABBIAMO TROVATO ALTRI POPOLI INDIOS.

LORO SÌ CI VEDONO E CI CONOSCONO.

VEDONO E CONOSCONO QUELLO CHE SIAMO E DOVE SIAMO.

SANNO CHE NON È LA PAROLA DI UNA PERSONA QUELLA CHE ASCOLTANO DALLE NOSTRE LABBRA.

SANNO CHE NON È UN CUORE INDIVIDUALE QUELLO CHE ASCOLTA, GUARDA ED IMPARA.

SANNO CHE LA PAROLA “IO” NON LA USIAMO NELLA NOSTRA LINGUA COME INDIGENI QUALI SIAMO.

SANNO CHE È “NOI” LA PAROLA COLLETTIVA CHE CI DÀ NOME, VOLTO, SGUARDO, ASCOLTO, VOCE E PASSO.

E NOI LO ABBIAMO FATTO NELLO STESSO MODO.

QUANDO ABBIAMO TROVATO I POPOLI INDIOS, ABBIAMO SAPUTO E SAPPIAMO CHE NON PARLIAMO ED ASCOLTIAMO.

SAPPIAMO CHE VEDIAMO, ASCOLTIAMO, PARLIAMO ED IMPARIAMO CON POPOLI INTERI.

IL PENSIERO COLLETTIVO DEI POPOLI INDIOS È COMPRESO BENE DAGLI ALTRI POPOLI INDIOS.
PER QUESTO QUANDO CI SIAMO INCONTRATI CON INDIGENI IN TUTTO IL MESSICO, STAVAMO BENE, CONTENTI E SAPEVAMO CHE SI CAPIVA QUELLO CHE VOLEVA IL NOSTRO CUORE.

E QUELLO CHE VUOLE IL CUORE COLLETTIVO CHE SIAMO COME EZLN È FARE GRANDE, MOLTO GRANDE, IL NOI DEI DIMENTICATI, DEI DISEREDATI, DEI SENZA VOCE E SENZA VOLTO, DELLA DIGNITÀ RIBELLE, DELLA STORIA IN BASSO.

ORA QUI ABBIAMO INVITATO PERSONE CHE VENGONO DA ALTRE PARTI DEL MONDO E DA ALTRE TERRE DEL MESSICO.

LA MAGGIORANZA DI QUESTE PERSONE ERANO MOLTO PICCOLE QUANDO INCOMINCIÒ LA NOSTRA LOTTA.

DAVVERO POCHE DI QUESTE PERSONE CONOSCONO LA NOSTRA STORIA.

DAVVERO POCHI SANNO CHE SIAMO CENTINAIA DI MIGLIAIA DI ZAPATISTI IN CHIAPAS E CHE SONO MIGLIAIA I VILLAGGI CHE SONO ORGANIZZATI, CHE RESISTONO E LOTTANO.

DAVVERO POCHE PERSONE SANNO QUELLO CHE È SUCCESSO 13 ANNI FA.

ED OGGI STIAMO FACENDO MEMORIA, RICORDANDO LE NOSTRE COMPAGNE ED I NOSTRI COMPAGNI CADUTI NELLA LOTTA.

RICORDANDO COLORO CHE NON SONO PIÙ CON NOI, MA C’ERANO 13 ANNI FA, QUANDO NON AVEVAMO NIENT’ALTRO CHE UN MUCCHIO DI RABBIA E DI DOLORE PER L’INGIUSTIZIA E LA SCHIAVITÙ.

E RICORDIAMO LA COMANDANTE RAMONA, IL SIGNORE IK’, IL SUB PEDRO, GLI INSURGENTES ED I MILIZIANI CHE SONO CADUTI COMBATTENDO CONTRO LE FORZE FEDERALI IN QUESTI 13 ANNI DI GUERRA.

ED ORA CHE IL NOSTRO PASSO ED IL NOI CHE SIAMO È PIÙ GRANDE IN QUELLA CHE SI CHIAMA L’ALTRA CAMPAGNA, RICORDIAMO QUI IL NOSTRO GIOVANE COMPAGNO, ALEXIS BENHUMEA.

IN QUESTI 13 ANNI NON ABBIAMO DIMENTICATO MAI I NOSTRI PRIGIONIERI. CI SIAMO SEMPRE IMPEGNATI PER VEDERLI LIBERI ED A VOLTE TARDIAMO UN POCO O MOLTO, MA LOTTIAMO PER LA LORO LIBERTÀ.

ORA SIAMO PIÙ GRANDI PERCHÉ CI STIAMO METTENDO D’ACCORDO CON ORGANIZZAZIONI, GRUPPI, COLLETTIVI, FAMIGLIE E PERSONE, PER LOTTARE INSIEME.

E DICIAMO CHE È UNA LOTTA ANTICAPITALISTA E DI SINISTRA, PERCHÉ MENTRE ALCUNI VOGLIONO CAMBIARE I GOVERNI, NOI VOGLIAMO CAMBIARE IL NOSTRO PAESE ED IL NOSTRO MONDO.

IN QUESTA LOTTA, ABBIAMO COMPAGNE E COMPAGNI PRIGIONIERE E PRIGIONIERI, CHE NON LASCEREMO SOLI E DIMENTICATI.

E VOGLIO DIRVI QUI TRE NOMI:

IGNACIO DEL VALLE CHE È UN CONTADINO DI RADICI INDIGENE, LEADER DEL SUO POPOLO, LOTTATORE SOCIALE E DIRIGENTE DEL FRONTE DEI POPOLI IN DIFESA DELLA TERRA, DI SAN SALVADOR ATENCO.

MAGDALENA GARCÍA CHE È UNA DONNA INDIGENA DEL POPOLO MAZAHUA, LEADER DI INDIGENI CHE VIVONO, LAVORANO E LOTTANO IN CITTÀ DEL MESSICO.

MARIANA SELVAS CHE È UNA DONNA GIOVANE, UNA STUDENTESSA.

E SONO INCARCERATE ED INCARCERATI PER ESSERE COMPAGNE E COMPAGNI DELL’ALTRA CAMPAGNA, PER NON ESSERE RIMASTI IN SILENZIO E SENZA FAR NIENTE QUANDO C’ERA UNA INGIUSTIZIA.

E CI SONO PRIGIONIERE E PRIGIONIERI POLITICI IN TUTTO IL MESSICO. UOMINI E DONNE CHE LOTTANO PER LA GIUSTIZIA, LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA PER I NOSTRI POPOLI.

E COME COMPAGNE E COMPAGNI QUALI SIAMO, DICIAMO CHIARAMENTE CHE NON LI DIMENTICHIAMO, CHE CONTINUEREMO A LOTTARE PER LA LORO LIBERTÀ E PERCHÉ SI RIPARI ALL’INGIUSTIZIA CHE LI TIENE IN PRIGIONE.

SONO MOLTI DI PIÙ LE PRIGIONIERE ED I PRIGIONIERI, MA VI DICO QUESTI TRE NOMI PERCHÉ RAPPRESENTANO MOLTO BENE COLORO CHE CI VEDONO IN TUTTO IL MESSICO E RISPETTANO IL NOI CHE SIAMO COME EZLN.

NEL NOSTRO PRIMO PASSO PER TUTTO IL NOSTRO PAESE, ABBIAMO TROVATO CHE I PIÙ DECISI NELLA LOTTA SONO I POPOLI INDIOS, I GIOVANI E LE DONNE.

CON ESSE E CON ESSI DIVENTIAMO PIÙ FORTI ED A TUTTE E TUTTI LORO FACCIAMO SENTIRE CHE COSA VUOL DIRE AVERE COME COMPAGNE E COMPAGNI LE ZAPATISTE E GLI ZAPATISTI.

ABBIAMO CONOSCIUTO ANCHE ALTRE ORGANIZZAZIONI POLITICHE DI SINISTRA.

ALCUNI SI SONO SOLO AFFACCIATI SULL’ALTRA CAMPAGNA PER VEDERE SE CI TIRAVANO FUORI QUALCOSA A PROPRIO BENEFICIO E SE NE SONO ANDATI VIA O VANNO VIA O LI MANDEREMO VIA.

MA CI SONO ALTRE PERSONE CHE SONO ONESTE E COERENTI. CI SONO MOLTE DIFFERENZE FRA I LORO MODI ED I LORO PENSIERI, MA VEDIAMO CHE LOTTANO DAVVERO CON DECISIONE E CHE CI PARLANO CON VERITÀ.

CON QUESTE ORGANIZZAZIONI LAVOREREMO PIÙ DA VICINO PER IMPARARE DI PIÙ DALLE LORO STORIE, DALLE LORO LOTTE, DAI LORO MODI, LUOGHI E TEMPI.

NEL NOSTRO PERCORSO PER IL MESSICO IN BASSO, ABBIAMO ANCHE VISTO LUOGHI CHE SONO UN SIMBOLO DI LOTTA E RESISTENZA.

ESEGUENDO L’ORDINE RICEVUTO, ABBIAMO DATO E DAREMO I SEGNALI CHE ABBIAMO PENSATO PER FAR SAPERE A TUTTE ED A TUTTI CHE COS’È AVERE COME COMPAGNO L’EZLN.

AI COMPAGNI E COMPAGNE DELL’ALTRA CAMPAGNA IN VARIE PARTI DEL MESSICO ABBIAMO MANDATO A VOLTE UN PICCOLO AIUTO CHE È SOLO IL SIMBOLO CHE DOBBIAMO AIUTARCI TRA COMPAGNI DI LOTTA ANCHE SE CON POCO.

LA COSA PIÙ IMPORTANTE È CHE CI SIAMO TROVATI ED ABBIAMO STRETTO UNA RELAZIONE DI RISPETTO CON POPOLI INDIOS DI TUTTO IL MESSICO, ALCUNI DI ESSI NON ERANO NEANCHE NOTI AI LORO GOVERNI STATALI.

ABBIAMO TROVATO E RICEVUTO E DATO RISPETTO AI POPOLI INDIOS CHE HANNO I LORO TERRITORI NEL NORD DEL MESSICO: I POPOLI KUMIAI, KILIWA, CUCAPÁ, TOHONO, O’ODHAM O PÁPAGO, COMCA’AC O SERI, PIMA, YAQUI, MAYO YOREME, RARÁMURI, CAXCAN, CORA, WIXARITARI, KAKAPOOO, MASKOVO, TEENEK, PAME, NAHUA E TEPEHUA.

CON QUESTI POPOLI INDIOS CI STIAMO UNENDO ED ORGANIZZANDO NEL CONGRESSO NAZIONALE.

DI TUTTI LORO, VOGLIAMO MENZIONARE IN PARTICOLARE IL DEGNO POPOLO YAQUI CHE NON È RISPETTATO DAI MAL GOVERNI E GLI VOGLIONO IMPORRE UNA AUTORITÀ SENZA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE IL PENSIERO ED IL SENTIMENTO DELLA COMUNITÀ DI VICAM. IN QUESTO MOMENTO IL COMPAGNO POPOLO YAQUI È MINACCIATO DALLA REPRESSIONE DEL GOVERNO DI SONORA, E DICIAMO CHE BISOGNA STARE ATTENTI AD APPOGGIARE SE ATTACCANO QUESTI COMPAGNI E COMPAGNE.

COMPAGNE E COMPAGNI ZAPATISTI:

OGGI RICORDIAMO LA NOSTRA STORIA, RICORDIAMO CHI SIAMO, DOVE STIAMO, COME VEDIAMO MESSICO ED IL MONDO, QUELLO CHE VOGLIAMO FARE E COME LO FACCIAMO.

E RICORDIAMO CHE 13 ANNI FA ALL’ALBA ABBIAMO CAMMINATO COME CAMMINIAMO.

ERAVAMO SOLI MA NON C’ERA PAURA NEL NOSTRO CUORE E NEMMENO DUBBI NEL NOSTRO PASSO.

13 ANNI FA, QUELLI CHE LASSÙ PENSANO DI PENSARE, CI GIUDICARONO E CI CONDANNARONO, ED OGGI TORNANO A FARLO.

13 ANNI FA, I MAL GOVERNI CI MINACCIARONO CON LA PRIGIONE, LA SPARIZIONE E LA MORTE, ED OGGI TORNANO A FARLO.

E COME ZAPATISTI QUALI SIAMO, DICIAMO COME ALLORA:

SE 13 ANNI FA, QUANDO ERAVAMO SOLI, NON CI SIAMO FERMATI, NON ABBIAMO AVUTO PAURA, NON CI SIAMO ARRESI

ORA CHE ABBIAMO COMPAGNIA NEL NOSTRO PERCORSO, NEL PASSO E NEL DESTINO, NON CI FERMEREMO.

NON IMPORTERANNO LE MINACCE, NÉ I COLPI, NÉ LE MENZOGNE, NÉ L’OBLIO, NÉ IL DISPREZZO.

NON ABBIAMO PAURA DI MORIRE LOTTANDO.

AVANZEREMO NEL COMPIMENTO DELL’INTERNAZIONALE E DEL NAZIONALE DELLA SESTA DICHIARAZIONE DELLA SELVA LACANDONA, SECONDO IL NOSTRO PIANO.

SALUTI, COMPAGNE E COMPAGNI ZAPATISTI.

FELICE ANNIVERSARIO.


DALLE MONTAGNE DEL SUDEST MESSICANO
PER IL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO - COMANDO GENERALE DELL’ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
SUBCOMANDANTE INSURGENTE MARCOS
MESSICO – GENNAIO 2007

(traduzione del Comitato Chiapas di Torino)

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