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Oaxaca resiste
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La APPO inizia una campagna in Europa per rompere “il silenzio dell’informazione”

L’insegnante mazateco Isauro Nava è a Parigi su invito di Danielle MitterrandB


di Blanche Petrich
La Jornada

7 febbraio 2007

Convocata dalla Fondazione France Libertés, guidata da Danielle Mitterrand, moglie dello scomparso presidente francese François Mitterrand, l’Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca (APPO) ha iniziato in Europa una campagna per rompere quello che considera un “silenzio informativo” imposto dal governatore Ulises Ruiz e dal presidente Felipe Calderón.

Il maestro mazateco Isauro Nava, rappresentante della APPO, è partito per Parigi la settimana scorsa ed ha esposto a organizzazioni dei diritti umani, accademici e mezzi di comunicazione la congiuntura attuale di Oaxaca.

“Ho trovato media dove abbondava la disinformazione. Molti comunicatori ed analisti, con una visione distorta dalla propaganda ufficiale, ritenevano la APPO un movimento di vandali, anarchici e guerriglieri. Pensavano inoltre che il conflitto fosse superato e che Oaxaca era tornata alla normalità”, ha segnalato.

Nava, insegnante di educazione indigena e membro della sezione 22 del Sindacato Nazionale dei Lavoratori dell’Educazione, ha parlato davanti alle organizzazioni che hanno partecipato all’incontro La Natura della APPO come l’espressione di un movimento di lotta presente ed attivo da decenni nello stato, ed ha raccontato degli episodi di repressione degli ultimi mesi: quello del 14 giugno che causò “la presa” del primo quartiere con le barricate; quello del 28 e 29 ottobre, con l’occupazione violenta della città da parte della Polizia Federale Preventiva (PFP); il successivo, col fallito tentativo della PFP di sgomberare le barricate vicine all’Università Autonoma Benito Juárez, e gli scontri del 25 novembre, quando ci sono stati arresti e pesanti e numerose violazioni dei diritti umani.

In una riunione di lavoro alla quale hanno partecipato, oltre a France Libertés, Amnesty International, Secours Catholique, ATTAC e molte organizzazioni sindacali, accademiche e politiche, il rappresentante della APPO ha spiegato che il movimento, in fase di riorganizzazione, continua ad esigere le dimissioni del governatore Ruiz ed il compimento degli accordi rimasti in sospeso col governo federale. Ha inoltre sottolineato che il dialogo con la Segreteria di Governo resta in sospeso, cosa che rappresenta un rischio di nuovi focolai di conflitto in vista delle elezioni locali la prima domenica di agosto, quando si rinnoveranno i sindaci in 142 municipi e deputati locali. Attualmente in seno alla APPO si discute se il movimento debba partecipare al processo elettorale o restarne ai margini.

Le organizzazioni francesi hanno deciso di consolidare in Europa una rete di appoggio alla APPO e promuovere dibattiti e forum sul conflitto oaxaqueño. La recente relazione della Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti umani, pubblicato due settimane fa, sarà uno strumento di diffusione in questa fase. E’ stato anche concordato che una delegazione di accademici ed attivisti si rechi a Oaxaca in luglio per raccogliere e riassumere l’esperienza di lotta della APPO come esempio di organizzazione popolare del futuro, ha comunicato Isauro Nava.

D’altra parte, rappresentanti del Partito Comunista di Francia, del Partito della Rifondazione Comunista italiano e dei partiti Verdi di entrambi i paesi, hanno deciso di invitare ad un’altra delegazione della APPO al Parlamento Europeo per esporre la situazione di Oaxaca alla Commissione dei Diritti Umani di questa istanza.

Isauro Nava ha affermato che i suoi interlocutori in Francia hanno dato una risposta interessata e “molto positiva”, nonostante le diffamazioni diffuse dalla Segreteria di Governo ad altri enti di solidarietà di organismi europei, come nel caso di Sinistra Unita della Spagna e della CCIODH. Ha dichiarato che questo si deve al fatto che finalmente si è inteso che la APPO è un’organizzazione civile pacifica che cerca il dialogo.

Per spiegare i precedenti, Nava è ricorso all’esempio di quanto successo recentemente nella sua terra, Huautla de Jiménez, dove il 14 gennaio priisti locali hanno provocato uno scontro violento con i militanti del Fronte Unico Huautleco (FUH), iscritto alla APPO.
In questa località della catena montuosa mazateca, storicamente dominata dal cacicazgo priista, il FUH aveva preso la presidenza municipale e cacciato il sindaco, Apolonio Vasconcelos Terán, che accusavano dell’omicidio di un insegnante avvenuto l’anno scorso.

Due settimane fa, Vasconcelos ha convocato centinaia di indigeni, anche di municipi vicini, ad un presunto lavoro per migliorare la strada. Invece di lavoro, i contadini sono stati fatti ubriacare, sono stati pagati loro 200 pesos e consegnato le armi per andare a sgomberare violentemente gli occupanti della presidenza municipale.

“Eravamo di più, numericamente. Avevamo le nostre bombe molotov. Tuttavia, abbiamo deciso di non usarle per non generare altra violenza. Anche cosí siamo stati picchiati ed aggrediti. È un caso che dimostra l’aspetto veramente pacifico della APPO, contro la versione ufficiale distorta che viene diffusa su di noi”.

D’altra parte, Nava ha spiegato i successi dell’assemblea della sezione 22, realizzata a Huajuapan de León mercoledì scorso: “Nel nostro movimento, è ormai in atto la piena reincorporazione del magistero alla lotta della APPO.” Ha allertato sulle minacce di repressione che incombono nuovamente sugli insegnanti oaxaqueños, all’approssimarsi della data entro la quale deve essere sostituito il comitato esecutivo della sezione statale. Dal SNTE, la leader Elba Esther Gordillo può attenersi alla convocazione statutaria dell’assemblea per forzare una riforma dello statuto e creare una sezione parallela alla 22: la 56.

(Traduzione Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo)

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