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Paramilitari della Opddic tramano provocazioni contro gli zapatisti

I loro protettori hanno interessi nelle risorse della selva, denuncia un’osservatrice internazionale


di Hermann Bellinghausen
La Jornada

19 febbraio 2007

San Cristobal de Las Casas, Chis., 17 febbraio. L’Organizzazione per la Difesa dei Diritti Indigeni e Contadini (Opddic) ha trovato enormi facilitazioni per espandersi in certe aree del territorio chiapaneco. Da una posizione politica secondaria, Pedro Chulín Jiménez, “leader morale” (come lo definisce la stampa filogovernativa) del raggruppamento, pare muovere il filo della provocazione contro i municipi zapatisti.

Deputato federale supplente di Elmar Darinel Díaz Solórzano, legislatore del PRI in maggioranza relativa del distretto 3 di Ocosingo che occupa nel Congresso dell’Unione la postazione L-449, Chulín è stato deputato locale, consigliere comunale del municipio di Ocosingo e presidente dell’organizzazione che ha fondato a maggio del 1998, solo un mese dopo che l’11 aprile aveva guidato un gruppo civile armato che, insieme alla forza pubblica ed agenti dell’Istituto Nazionale di Migrazione, aveva attaccato e distrutto il capoluogo municipale autonomo di Ricardo Flores Magón a Taniperla, suo luogo di origine.

Allora lo si associava al gruppo paramilitare “fantasma” Movimento Indigeno Rivoluzionario Antizapatista (MIRA), che operava nelle vallate di Ocosingo fin dal governo provvisorio di Julio César Ruiz Ferro, predecessore di Roberto Albores Guillén, a sua volta mentore politico di Chulín. La creazione di Opddic l’ha condotto all’attività politica aperta. Tuttavia, le azioni violente dell’organizzazione si sono generalizzate fino al 2002, quando governavano il presidente Vicente Fox ed il governatore Pablo Salazar Mendiguchía.

Il 13 luglio 2002, il municipio autonomo Ricardo Flores Magón denunciava “il pericolo che si formi e prenda forza un nuovo gruppo paramilitare in questo territorio, con base di operazioni nell’ejido Arroyo Granizo, dove un gruppo di persone riunite nell’Opddic perseguono la divisione e compiono atti criminali contro la popolazione. Guidata da Pedro Chulín Jiménez, noto leader della MIRA, questa organizzazione armata cresciuta sotto la protezione dell’Esercito federale e dell’impunità che gli offre il governo, oggi è ben protetta sotto le sembianze della Opddic”.

Settimane prima, Arroyo Granizo aveva cominciato a subire vessazioni da parte di persone appartenenti al PRI, quando “ejidatarios che hanno smesso di partecipare alle assemblee” avevano stabilito una sede diversa, e la prima cosa che fecero fu installare una prigione illegale sui terreni della scuola comunitaria. Il 29 giugno, l’assemblea del villaggio denunciava: “I membri dell’Opddic che si sono autonominati autorità dell’ejido, sono le stesse persone che stanno commettendo reati nella comunità: furti, violenze sessuali su minori, minacce, sbornie, consumano droghe e danneggiano profondamente il nostro villaggio. Inoltre, con le loro azioni stanno creando divisioni nella nostra comunità e vogliono farci scontrare tra noi fratelli indigeni. L’assemblea ritiene che si siano trasformati in un gruppo creato dal malgoverno per distruggere la pace del villaggio e dell’ejido. Inoltre essi promuovono da parte del governo l’introduzione nelle nostre comunità delle politiche del Piano Puebla-Panama, cosa che questa assemblea generale dell’ejido respinge”.

In questa comunità a maggioranza zapatista e di Xi’Nich, i tricolori si spacciavano per autorità dell’ejido, i suoi “poliziotti” utilizzavano uniformi militari e realizzavano esercitazioni e pattugliamenti. A maggio di quell’anno, due membri dell’Opddic, Alberto Sánchez Gómez e Rosendo Vázquez Mendoza, violentarono due bambine della comunità, ma “sfuggirono” alla giustizia, protetti dalla loro organizzazione.

Nell’agosto di quell’anno, il gruppo di Chulín attaccò il posto di vigilanza e la comunità zapatista di Nuevo Guadalupe Quexil (municipio autonomo San Manuel), in quella che fu la prima di diverse aggressioni armate in quel periodo, mentre manteneva il suo nucleo nelle vallate di Taniperlas e Las Tazas.
Ma è stato nel 2005, quando si è avvicinata apertamente al governo foxista attraverso il delegato per la pace Luis H. Alvarez e si è impadronita della struttura priista ad Ocosingo, Altamirano e Chilón che l’Opddic è passata all’offensiva, violentando il suo stesso partito in periodo elettorale. Un editorialista tricolore accusava nel 2006: “Chulín si è perso nella sua stessa ambizione personale, e la cosa più grave è che ora non gli importa esporre gli indigeni di Altamirano allo scontro fisico con i miliziani dell’EZLN” (Erisel Hernández Moreno, Chiapas Hoy, 8 maggio).

Questo gli ha fruttato. Questo 14 febbraio, Pedro Chulín ha ribadito il suo essere filogovernativo in dichiarazioni alla stampa locale: “La politica con cui ha cominciato a governare Juan Sabines Guerrero è la più appropriata, alla quale si associano gli indigeni che vogliono un futuro migliore per il Chiapas”. Come organizzazione indigena e contadina, ha aggiunto, “offriamo il nostro appoggio totale al nuovo governo; all’interno delle nostre comunità vogliamo la tranquillità ed il lavoro a beneficio dello sviluppo e per questo non abbiamo dubbi nell’aderire al progetto.”.

L’osservatrice internazionale Mary Ann Tenuto Sánchez, che conosce da anni la situazione nelle vallate, scrive questa settimana sui media alternativi: “Quelli che tirano i fili della Opddic e gli iniettano denaro sono coloro che hanno interessi economici nelle risorse naturali della selva Lacandona: legname pregiato (mogano e cedro), acqua (per generare energia o imbottigliamento), petrolio, ecoturismo e biodiversità.”

(Traduzione Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo)

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