<i>"The Name of Our Country is América" - Simon Bolivar</i> The Narco News Bulletin<br><small>Reporting on the War on Drugs and Democracy from Latin America
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Narco News Issue #45

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Attacco paramilitare della Opddic contro basi zapatiste

Giunta di Buon Governo “Corazón del Arcoiris de la Esperanza” Caracol 4 “Torbellino de nuestras palabras”


di Giunta di Buon Governo - Caracol 4
Enlace Zapatista

16 agosto 2007

All’Opinione Pubblica Nazionale ed Internazionale
Agli Altri Mezzi di Comunicazione Alternativi, Nazionali ed Internazionali
Alle Organizzazioni Indipendenti dei Diritti Umani
Ai/Alle Compagn@ della Sesta e dell’Altra Campagna del nostro paese Messico e del mondo

FRATELLI E SORELLE
COMPAGNI E COMPAGNE

Noi Giunta di Buon Governo “Corazón del Arcoiris de la Esperanza”, facciamo la presente energica denuncia dei fatti brutali ed inumani compiuti dall’organizzazione paramilitare OPDDIC (Organizzazione Per la Difesa dei Diritti Indigeni e Contadini), accaduti il giorno venerdì 10 agosto 2007, nel territorio del Municipio Autonomo Ribelle Zapatista Olga Isabel.

Nella comunità di Ba yulumax, situata a circa 5 chilometri dalla sede del nostro municipio autonomo ed a 7 chilometri dal municipio ufficiale di Chilón, Chiapas, sono accaduti i seguenti fatti.

Il 10 agosto alle 17 circa, il compagno Base di Appoggio di questa comunità di nome Leonardo Navarro Jiménez di 52 anni, accompagnato da uno dei suoi figli di nome Elías Navarro Jiménez, di11 anni, è uscito per andare a controllare il bestiame che tiene legato a circa 150 metri dalla sua umile casa.

Prima di arrivare sul luogo, un gruppo di 13 persone, membri di OPDDIC, gli hanno bloccato il passaggio e con violenza hanno sequestrato il compagno Leonardo Navarro Jiménez trascinandolo per 250 metri verso il monte, quattro paramilitari di nome:

Miguel Jiménez Díaz

Vicente Jiménez Díaz

Jerónimo Jiménez Diaz

Juan Navarro Aguilar, questo aveva un machete.

Erano scortati da 4 persone armate di nome:

Leonardo Navarro Deara, che portava una pistola calibro 22

José Navarro Deara, con un fucile a 16 colpi automatico calibro 22

Héctor Navarro Deara, con un fucile calibro 22

Carlos Navarro Aguilar, con un fucile calibro 22

Più un altro gruppo di 5 persone, che sono:

Samuel Jiménez Díaz

Andrés Navarro Deara

Marcos Navarro Jiménez

Andrés Navarro Silvano

Marcos Navarro Silvano

Il bambino, che si chiama Elías Navarro Jiménez, testimone dell’accaduto, corre a casa ad avvertire i fratelli mentre suo padre viene picchiato e preso a calci da queste persone.

A questa notizia, la famiglia del nostro compagno di nome Leonardo Navarro Jiménez, accorre in aiuto e raggiunge il luogo dei fatti. Ma vengono bloccati dallo stesso gruppo di aggressori ed in quel momento, uno degli aggressori grida: “Facciamo quello che avevamo deciso..!”.

È stato allora che, bloccato da quattro persone, il compagno Leonardo Navarro Jiménez, è stato colpito da 6 colpi calibro 22, risultando gravemente ferito da tre colpi ed ha perso conoscenza. Leonardo ha ricevuto una pallottola nella gamba destra, un’altra nel fianco sinistro ed un’altra nella zona del labbro superiore, sotto il naso.

Il paramilitare che ha sparato il primo colpo al compagno Leonardo Navarro Jiménez, con una pistola calibro 22, si chiama: Leonardo Navarro Deara ed è figlio di Juan Navarro Aguilar.

Uno dei figli del compagno Leonardo Navarro Jiménez, di nome Juan Navarro Jiménez, di 29 anni, è accorso in aiuto del padre, rompendo la barriera formata dal gruppo aggressore che ostruiva il passaggio, e proprio in quel momento, una delle stesse persone che trattenevano suo padre, gli spara con una carabina 16 calibro 22 automatica, ferendolo con una pallottola alla spalla destra e quasi contemporaneamente, riceveva pure un fendente di machete che lo feriva gravemente.

Così, con i nostri due compagni colpiti a spari e con Juan Navarro Jiménez colpito da un fendente di machete, i famigliari, figli e figlie e la compagna di Leonardo Navarro Jiménez, hanno cercato di accorrere in aiuto mentre questi paramilitari sono fuggiti attraverso i campi coltivati a caffè verso la montagna.

Vedendo che Juan Navarro Jiménez era ancora vivo, l’hanno portato a casa, mentre suo padre è rimasto a terra perchè pensavano che fosse ormai morto.

Hanno quindi avvertito il villaggio e tutta la comunità è accorsa a casa del compagno Juan Navarro Jiménez, mentre altre persone si sono recate sul luogo dei fatti dove era rimasto il corpo di Leonardo Navarro Jiménez. Trovandolo con segni di vita è stato portato nella Clinica Municipale Autonoma, che valutando la gravità delle ferite decideva di trasferire i pazienti ad Ocosingo, all’IMSS Coplamar, dove alle 20 circa, si decideva per il trasporto all’ospedale generale di Tuxtla Gutiérrez.

Proviamo indignazione e rabbia che tutto possa rimanere impunito, come è già successo. Negli ultimi mesi dell’anno 2003, questa comunità ha ricevuto dal malgoverno un progetto per asfaltare un viottolo di campagna, a causa del quale la famiglia di Leonardo Navarro Jiménez non solo è stata privata del diritto di transitare per questo passaggio che attraversa il cortile della loro casa, ma sono passati anche attraverso la sua coltivazione di caffè rovinandola, hanno tagliato il recinto ed il filo spinato che delimitava il suo terreno.

Nei mesi di febbraio-marzo 2007, questa comunità ha installato la rete elettrica e non solo non l’hanno comunicato al nostro compagno, ma non gli hanno neppure dato il servizio di luce, hanno tagliato gli alberi di avocado, le piante di caffè e di cacaté.

Nel mese di luglio 2007, hanno distrutto gli alberi del suo appezzamento e tagliato il recinto di filo di ferro.

DI FRONTE A QUESTI FATTI DI VILE BRUTALITÀ, DI TANTA SFACCIATA INGIUSTIZIA E DELLA PIÙ CHIARA IMPUNITÀ DA PARTE DI CHI SI DICE ESSERE GOVERNO DELLO STATO DI DIRITO, DELLA GIUSTA APPLICAZIONE DELLA LEGGE E DI COSTRUIRE LA PACE!

DI FRONTE ALLA PIÙ VIGLIACCA E BRUTALE VIOLAZIONE DELLA GIUSTIZIA E DEI DIRITTI UMANI:

ESIGIAMO LA GIUSTA APPLICAZIONE DELLA GIUSTIZIA E LA PUNIZIONE IMMEDIATA DELLE SEGUENTI PERSONE RESPONSABILI DI QUESTI FATTI:

Miguel Jiménez Díaz
Vicente Jiménez Díaz
Jerónimo Jiménez Díaz
Juan Navarro Aguilar
Leonardo Navarro Deara
José Navarro Deara
Héctor Navarro Deara
Carlos Navarro Aguilar
Samuel Jiménez Díaz
Andrés Navarro Deara
Marcos Navarro Jiménez
Andrés Navarro Silvano
Marcos Navarro Silvano

Ed anche di: Sebastián Luna López (Commissario Ejidale dell’Ejido Mukulum, Bachajón), Jerónimo Jiménez Aguilar (Consiglio di Vigilanza dello stesso ejido), Leonardo Moreno Jiménez (coordinatore municipale) e José Navarro Aguilar (coordinatore locale di OPDDIC). Poiché questi ultimi sono coloro che promuovono questi eventi di scontro e divisione tra popolo fratelli.

IN MODO CINICO HANNO TENTATO, NON PER LA PRIMA VOLTA, DI VESSARE, VIOLARE E PRIVARE DELLA VITA I NOSTRI COMPAGNI CHE, SENZA CHIEDERE NULLA IN CAMBIO, LOTTANO E RESISTONO ANCHE PER QUESTI CHE OGGI, INDEGNI, SONO NOSTRI FRATELLI DI RAZZA E COLORE…!

LA NOSTRA VOCE NON TACERÀ MAI DI FRONTE AL TERRORE, DI FRONTE ALL’INGIUSTIZIA, DI FRONTE ALLA MENZOGNA ED ALLA MORTE!

NOI LOTTIAMO E VIVIAMO PER LA PACE, LA GIUSTIZIA E LA DIGNITÀ!

NON CI ASPETTIAMO CHE IL MALGOVERNO IMPRIGIONI QUESTI DELINQUENTI ED ASSASSINI, MA NON SMETTEREMO DI RICHIEDERE GIUSTIZIA E PRESTO O TARDI CI SARÀ LA PUNIZIONE DI CHI OGGI VIVE NELL’IMPUNITÀ!

Rivolgiamo un appello al mondo intero, agli uomini, donne, anziani ed anziane di Buona Volontà, alle organizzazioni fraterne e coerenti che DIFENDONO I DIRITTI UMANI e di Voce e Parola Giusta e Sincera, per chiedere la punizione e l’applicazione della giustizia per i responsabili materiali ed intellettuali di questi avvenimenti così deplorevoli e dolorosi.

Con questa denuncia si alzi la voce e la parola per sputare al mondo la porcheria che sono i governi federale (Felipe Calderón) e statale (Juan Sabines); mascherati da colti governano il paese imprigionando, assassinando e massacrando i nostri fratelli e sorelle, i nostri compagni e compagne, che da sempre hanno dato colore ed onore.

Per questo, diciamo al malgoverno GIÀ BASTA! all’impunità delle violazioni dei diritti umani e dei Diritti Costituzionali.

BASTA! usare i nostri fratelli indigeni e contadini che, in miseria, subiscono l’ingiustizia e la paramilitarizzazione, che voi stessi, utilizzandoli, massacriate il popolo povero e lavoratore.

PER LA PACE, PER LA GIUSTIZIA E PER L’UMANITÀ!

Il nostro Dolore fiorirà e non smetterà di chiedere la libertà.

DISTINTAMENTE

Caracol 4 “Torbellino de Nuestras Palabras”
Morelia, Chiapas
Messico, agosto 2007
Municipi Autonomi Ribelli:
Vicente Guerrero, Primero de Enero, Lucio Cabañas, Che Guevara, 17 de Noviembre, Olga Isabel e Miguel Hidalgo

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