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Gli abitanti di Morelos in lotta contro una discarica di rifiuti che inquina la loro terra ed avvelena i loro bambini

Con proteste, blocchi ed ora congiungendo le forze con l’Altra Campagna Zapatista, i cittadini di Alpuyeca mettono il governo sulla difensiva


di Amber Howard
Otro Periodismo con l’Altra Campagna in Morelos

27 aprile 2006

La gente della città di Alpuyeca, Morelos, sta soffrendo problemi sanitari seri. Malattie respiratorie, polmonari ed infezioni della pelle sono i risultati più visibili di quanto i cittadini stanno denunciando riguardo all’inquinamento della loro acqua a causa della discarica a cielo aperto Tetlama. Questa discarica, utilizzata dalle cinque comunità circostanti che raccoglie 1.300 tonnellate di immondizia al giorno, è in attività da trent’anni – troppo a lungo, secondo Paloma Estrada della Commissione Indipendente per i Diritti Umani di Morelos.


Riunione dell’Altra Campagna a Zacatepec, Morelos.
Photo: D.R. 2006 Enlace Zapatista
“Prima abbiamo notato che i nostri bambini si ammalavano”, ha detto Estrada. “Poi abbiamo capito da dove veniva l’inquinamento e che stava contaminando la nostra acqua… Le discariche dovrebbero restare in funzione dai 10 ai 20 anni normalmente. Dopo questo periodo di tempo, qualsiasi cosa può essere distruttiva per le falde acquifere ed il suolo”.

Alla riunione di lavoratori a Zacatepec – una città il cui il più grande datore di lavoro è una raffineria di zucchero – il 12 aprile, un altro cittadino che abita vicino alla discarica, Luis Montoya Ortega, ha parlato delle conseguenze dell’inquinamento di fronte a più di 1.000 persone. “Uno dei luoghi di contaminazione più ovvi è il Fiume Platlaco che scorre da nord a sud attraverso lo stato di Morelos. Adesso i bambini non possono più fare il bagno nelle sue acque e la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare”, ha detto. “Terra, aria ed acqua – questo è tutto che vogliamo”.

Il 14 marzo un gruppo di membri della comunità di Alpuyeca, incluso Montoya Ortega, ha chiesto la chiusura della discarica bloccando la strada federale tra la città di Cuernavaca ed Alpuyeca con massi e striscioni di protesta. Dopo circa 15 ore di blocco del traffico, le autorità statali e locali hanno promesso di intraprendere le procedure necessarie a chiudere la discarica. Rafael Martinez, sotto-segretario del governo statale ha detto che avrebbe incontrato i sindaci locali per verificare come ridurre la quantità di rifiuti che dovrebbero essere conferiti qua nei prossimi mesi.

Il governatore di Morelos, Sergio Estrada Cajigal, non ha fatto commenti sull’importanza di chiudere la discarica ma ha semplicemente chiese che la strada fosse aperta. Cajigal è stato citato da Miguel Angel Garcia nel giornale La Jornada di Morelos: “Ho chiesto la presenza della polizia e nel caso queste persone intransigenti non vogliano ragionare, la polizia dovrà rimuoverli”. Uno dei contestatori e membri della comunità, Guadalupe Zallego, ha detto che il blocco era necessario affinché “il governo sordo di Estrada Cajigal ci desse retta. Siamo stanchi di andare ad incontri e riunioni senza arrivare a niente, esaurendo tutte le opzioni legali ed arrivare ancora a nulla”.

Mentre Montoya Ortega ricorda che il governo ha promesso la chiusura definita entro 90 giorni dalla loro protesta, Paloma Estrada non è così sicura. Nei suoi commenti durante una riunione dell’Altra Campagna in Tlaquiltenango il 14 aprile, ha affermato che mentre la chiusura della discarica è importante, ritiene che la soluzione dei problemi sanitari e degli altri problemi di inquinamento saranno superati solamente dopo il completamento di significativi test e verifiche ambientali e batteriologiche a lungo termine. Dopo che la prima serie di test preliminari ha dichiarato che l’area è contaminata, la Commissione Indipendente per i Diritti Umani di Morelos ha iniziato a lavorare con le autorità locali testando suolo, acqua ed aria per poter quantificare il reale danno all’ambiente. Ma le loro richieste non sono state soddisfatte.

“La nostra lotta”, accentua la portavoce Estrada, “non è solo contro la discarica. Va oltre questo. Noi stiamo chiedendo salute e benessere per la nostra gente. Ecco perché siamo in lotta”.

Estrada descrive come la terra in questa area agricola sia porosa consentendo dunque l’infiltrazione dei rifiuti nelle falde acquifere. “Se le sostanze inquinanti penetrano nel suolo, andranno nella frutta e nei vegetali che l’area produce. Questa è un’altra ragione per cui gli esami devono essere completati il più presto possibile”.

Uno dei test necessari sarà controllare i metalli pesanti e gli idrocarburi. La Commissione per i Diritti Umani sta ancora aspettando di parlare con i funzionari municipali, ma loro credono che le loro richieste, incluso i risarcimenti per i problemi di salute e gli altri danni sono imperative e degne di rispetto. Come spiega Estrada, nessuno di noi qui era d’accordo di fare di Alpuyeca la sede di questa discarica. Adesso non è solo un problema ecologico, è un problema di salute. Noi dobbiamo avere risarcimenti”. Molte persone continuano a bere l’acqua perchè non possono permettersi di comprare acqua purificata in bottiglia. “La cosa importante adesso è sapere il livello di pericolo in cui si incorre bevendo l’acqua. Se noi beviamo quest’acqua, che cosa succede?”.

La Commissione per i Diritti Umani, come parte della sua richiesta di risarcimenti, chiede al governo una clinica per curare le persone con problemi di salute a causa dell’inquinamento, una scuola superiore – attualmente nella comunità non ce n’è – così che loro possono istruire i bambini sulle questioni ambientali, e ripulire il fiume.

Montoya Ortega ha illustrato la sua storia al Delegato Zero perché lui vede l’Altra Campagna come “l’unione e la creazione di una strategia di queste lotte per impedire al governo la sua continua avanzata sulle nostre naturali risorse, o sulle persone. Questo è quanto abbiamo in comune con l’Altra Campagna; è per questo che aderiamo. Mi piace il suo ideale e la lotta per giuste cause. Dobbiamo farlo insieme”.

Nel suo discorso del 12 aprile Marcos ha espresso il suo sentimento. “Questa voce, che è piccola qui a Zacatepec, diverrà enorme ed oltrepasserà il confine a nord”.

Estrada e la Commissione per i Diritti Umani presenteranno la loro lotta al Congresso Nazionale Indigeno il 5 e 6 maggio. “Noi non siamo degli esperti”, ha detto Estrada, “ma ci stiamo informando per essere in grado di conoscere il problema”. Ha raccontato che un gruppo di membri della comunità ha affittato un autobus ed è andato nella capitale per vedere le diverse discariche e confrontarle con la loro. Un altro importante aspetto è che il processo di chiusura di una discarica non è immediato; probabilmente richiederà vent’anni di osservazione. Questo significa che qualcuno dovrà esserci per garantire che il governo mantenga la sua promessa di chiudere la discarica e trasformarla in un parco ecologico e che nessuno continui a scaricare là i suoi rifiuti. “È una bomba ad orologeria”, ha dichiarato Estrada. “E’ un processo lungo, ma noi staremo qui tutto il tempo che sarà necessario”.

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