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Narco News Issue #40

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La società civile risponde con solidarietà alla violenza di Atenco

Un giorno di proteste e blocchi stradali a Città del Messico e nelle zone limitrofe mentre gli abitanti di Atenco fuggono dalla polizia


di Amber Howard
Otro Periodismo con l'Altra Campagna a Città del Messico

5 maggio 2006

Studenti, organizzazioni di lavoratori, sindacati e singoli cittadini si sono riuniti sulla strada Città del Messico-Texcoco, alle 8 di mattina di giovedì 4 maggio, vicino alla stazione del metro Santa Marta per protestare contro gli eventi di San Salvador Atenco, dove la mattina precedente centinaia di poliziotti avevano rimosso violentemente un gruppo di venditori di fiori dai loro posti di vendita abituali. In seguito alla resistenza dei contadini, nella zona era scoppiato un duro confronto. In solidarietà con la popolazione di San Salvador Atenco questi gruppi hanno bloccato al traffico l’autostrada in entrambe le direzioni. Conteporaneamente, studenti della UNAM si sono adoperati per bloccare Avenida de los Insurgentes, una delle principali arterie di Città del Messico, studenti del barrio di Vallejo e altri gruppi studenteschi hanno realizzato azioni simili. Le strade che collegano Città del Messico a Puebla, Toluca e Cuernavaca sono state bloccate per diverse ore in segno di protesta contro le violenze di Atenco.

Alle 4 del mattino, mentre la gente di Atenco menteneva il controllo della zona, arrivavano sul posto 20 autobus della polizia con 1500 poliziotti a bordo. Durante la mattinata giungevano altri 800 poliziotti federali. La loro prima azione,verso le 7 del mattino, è stata rompere il blocco della strada Texcoco-Lecherìa. Circa 60 persone, comunque, riuscivano a far retrocedere l’enorme quantità di poliziotti.

Verso le 11 arrivavano notizie che la polizia aveva “preso” la piazza principale, nel cui auditorium gli abitanti di Atenco tenevano sequestrati alcuni poliziotti. La polizia ha cominciato ad andare casa per casa a prelevare persone, distruggendo porte e rompendo finestre. Con circa 200 persone arrestate e la polizia ancora in azione, l’equipe di Otro Periodismo di Narco News decideva di andare a San Salvador Atenco per documentare le ingiustizie che si stavano commettendo. Coloro che erano in contatto con gli abitanti di Atenco dicevano che quest’ultimi si stavano nascondendo nelle case per non farsi trovare dalla polizia.

Alle 2 del pomeriggio siamo venuti a conoscenza che la situazione si era tranquillizata significativamente, che gli scontri nelle strade erano terminati e che gli abitanti erano stati costretti a ritirarsi nelle proprie case. Quando siamo arrivati ad Atenco, circa alle 2 e 30 del pomeriggio, per le strade si potevano vedere solo poliziotti. Pullulavano letteralmente come api, avevano occupato la piazza e in ogni strada c’erano le loro auto e i loro autobus. Prima di arrivare ad Atenco, sulla strada abbiamo visto un infinità di autobus scoperti pieni di poliziotti (municipali, statali e federali). Il perchè della necessità di tanta drammatica forza poliziesca per la piccola popolazione di Atenco mette in dubbio i motivi reali dietro l’azione dei giorni scorsi, fino a che punto è stata premeditata e provocata. Erano presenti circa 5 differenti corpi di polizia, alcuni in tenuta antisommossa, altri in divisa mimetica con giubbotti antiproiettile, alcuni in borghese, tutti in attesa all’ombra. Le strade mostravano i danni delle ostilità dei giorni scorsi, con pezzi di vetro sparsi ovunque: resti di molotov e vetri. Auto con i vetri rotti e asfalto bruciato, negozi chiusi e nessuna persona in vista, a parte la polizia presente in ogni lato in cui ti voltavi.

La gente di Atenco era terrorizzata, in pochi camminavano per la strada e quelli che lo facevano erano troppo spaventati per parlare di quello che avevano passato nei giorni scorsi per paura delle ripercussioni delle forze di polizia ancora presenti. In una casa di Atenco un gruppo di 23 persone si era nascosto per sfuggire alla polizia rifugiandosi in due stanze. Rendendosi conto del livello di violenza e che la gente non sapeva dove fuggire (molti erano arrivati la notte prima in solidarietà con Atenco), i propietari della casa avevano aperto la porta alle 6:30 della mattina per far entrare chiunque volesse. Tra questi stava Alexis Benhumea di 20 anni, ferito gravemente da un lacrimogeno sparata dalla polizia che lo aveva colpito alla testa.

Benhumea, studente di economia dell’UNAM, era venuto ad appoggiare la popolazione di Atenco con suo padre, Angelo Benhumea, un professore della stessa Università. Anche se è stato brutalmente ferito alle 6:30 della mattina, quelli che si stavano nascondendo avevano paura ad uscire di casa per andare all’ospedale a causa della minaccia della violenza poliziesca. Pensavano che se uscivano, invece di aiutarli la polizia li avrebbe colpiti e avrebbe potuto uccidere il giovane ferito. Senza sapere quello che stava accadendo fuori di casa, queste 25 persone sono rimaste rinchiuse in queste due stanze, spaventate, con Alexis che sanguinava profusamente dalla testa. Un tentativo di chiamare un’ambulanza è risultato vano: alle 5 del pomeriggio la Croce Rossa dello Stato del Messico ha detto che il suo personale non poteva arrivare per ragioni sconosciute, e a coloro che erano lì nascosti, senza nessuna altra risorsa, è stato detto di chiamare il numero 060 oppure la polizia. Finalmente, alle 5:30 circa, Benhumea è stato portato all’ospedale, in un veicolo di trasporto pubblico, con suo padre, dove è stato ricoverato per curare la frattura alla testa.

Una riunione è stata indetta alle 6 del pomeriggio a Città del Messico per riunire differenti gruppi, inclusi molti studenti, interessati a solidarizzare con la gente di Atenco e organizzare un piano di azione. L’auditorium di Unios era strapieno di gente, con tutte le sedie occupate e persone in piedi all’ingresso, corridoi pieni e gente ammassata alle pareti. Il sentimento generale della riunione è stato la necessità di andare ad Atenco per appoggiare i suoi abitanti e denunciare la violenza poliziesca.E’stato deciso di riunirsi il 5 maggio nell’Università di Chapingo ed andare insieme ad Atenco e sono stati invitati a partecipare tutti quelli che potevano, portando striscioni, slogan e megafoni. Un’altra proposta presentata durante la riunione è stata quella di organizzare un’Assemblea Nazionale ad Atenco. Una cosa è chiara: LA GENTE DI ATENCO NON ESOLA.

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