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Narco News Issue #40

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Marcos ricompare ad Atenco e sfida i media commerciali a “dire la verità“

Mostrando una pallottola di quelle usate dalla polizia di stato ad Atenco, il Delegato Zero offre interviste a qualsiasi media che “garantisca di non tagliare né correggere”


di Al Giordano
Otro Periodismo con l’Altra Campagna in San Salvador Atenco

5 maggio 2006

SAN SALVADOR ATENCO; STATO DI MEXICO, VENERDI’, 5 maggio 2006: Mostrando tra le gocce di poggia serali una luccicante cartuccia di pallottola, il Subcomandante Isurgente Marcos questa sera ha sfidati i media commerciali – per nome, Televisa e TV Azteca, le emittenti gemelle della disinformazione in Messico – dicendo, “Noi, zapatisti, abbiamo sempre detto la verità.”

La cartuccia, ha detto Marcos, è la prova che le forze di polizia sono responsabili della morte del quattordicenne Javier Cortés lo scorso mercoledì.

Le sue parole dimostrano che il portavoce della guerriglia dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) non lascerà che la verità su questa storia sia sommersa dall’ondata di disonestà dei media e del governo.

Ed il suo annuncio – che resterà “a tempo indefinito” a Città del Messico – dimostra di tenere in mano il bordo della coltre di falsità imbastite da media corrotti e compromessi e che intende continuare a tirare finché questa coltre non sarà ridotta a brandelli.

In risposta a quello che lui ha chiamato “la campagna di calunnie” che le TV nazionali e gli altri media commerciali hanno scatenato contro i cittadini in lotta di San Salvador Atenco ed i loro (ora arrestati) leader nei giorni scorsi, Marcos nelle sue prime parole in pubblico, dal pomeriggio di mercoledì quando ha annunciato che l’EZLN era in Allerta Rossa, si è rivolto ai giornalisti presenti tra una folla di oltre 10.000 residenti indignati di Atenco, più una moltitudine di studenti ed aderenti all’Altra Campagna zapatista che hanno percorso con lui nove chilometri per arrivare in città questa sera.

“Ai media ed i suoi lavoratori”, ha detto. “Vi ho visti in Chiapas, a rischiare le vostre vite, a patire la fame, ed io ho visto come i vostri capi stravolgono tutto. Ho visto come le vostre fotografie, i vostri video sono scomparsi nei cassetti delle scrivanie dei vostri editori”.

“E’ in corso una campagna di linciaggio contro il FPDT (Fronte dei Popoli in Difesa della Terra, l’organizzazione dei cittadini di Atenco che nel 2002 bloccarono il progetto multi-miliardario di costruzione dell’aeroporto internazionale) ed i suoi leader”, ha proseguito indignato Marcos. “I vostri capi si sono messi al servizio della menzogna. Sono pagati da quelli che hanno soldi, e noi non li abbiamo. Bene, loro non sono nelle strade. Loro non sono nelle fabbriche. Loro non sono nei campi. I mass media… si dedicano a screditare le persone buone e nobili che lottano. I membri del FPDT sono aderente all’Altra Campagna. Ignacio del Valle e gli altri uomini e donne questa settimana erano andati ad aiutare gli altri aderenti ed hanno compiuto questo lavoro. E noi li sosterremo nello stesso modo”.

“E voi fotografi”, guardando tra la folla di reporter ammassati sui gradini dell’Auditorium Emiliano Zapata. “Non sono i vostri capi ad affrontare l’oltraggio e gli insulti delle persone. Siete voi, fotografi, tecnici video, e reporter”.

“Qui, in basso, non crediamo a niente di quanto riportato perché siamo abituati a vedere come i media manipolano le informazioni”, ha detto, mentre prendeva un sacchetto bianco di plastica.

“Questo è quello che alcuni cittadini ci hanno portato stasera”, ha dichiarato mostrando un oggetto luccicante nella pioggerellina leggera, ed a quel punto nessuno si è mosso. La folla si è fatta silenziosa. “Questa è una cartuccia di fucile usata dalla polizia statale dello Stato di México. Televisa! Dove sei? Ti sto consegnando una cartuccia… TV Azteca! È qui? Ecco le cartucce! Portatele ai vostri capi! Cosa, non volete venire avanti?”

Una voce nella folla ha gridato, “Allora riprendete la scena, leccaculi!”.

“Resterò a tempo indefinito a Città del Messico per partecipare alle mobilitazioni”, ha annunciato Marcos, ripetendo che le proteste non si fermeranno finché tutti i prigionieri politici arrestati questa settimana – 400 circa noti, ma la conta è ancora in corso – non saranno rilasciati. “Lavoratori dei media: Da quando abbiamo cominciato L’Altra Campagna non abbiamo più rilasciato interviste a nessuno. Avevamo un’altra idea da contrapporre alla mediocrità dell’alto. Avevamo deciso di avere rapporti preferenziali con i media alternativi”.

“Ma adesso questo cambia”, ha detto, “se la nostra parola sarà diffusa senza tagli e censure… ma prima dovrete consegnare una di queste cartucce ai vostri capi”.

Tornando alla priorità del giorno – la libertà per i 400 di Atenco – Marcos ha concluso il suo discorso dicendo: “Mobiliteremo tutto questo paese. E se il governo non vuole avere problemi, dovrà liberare tutti i prigionieri politici oggi, o domani al più tardi”.

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